Ripetuti cenni al Ventennio fascista, le note di “Bella ciao” al termine dell’ultimo intervento, riferimenti ai concetti di Stato sociale e difesa dei più deboli. Persino un abbigliamento composto, popolare, senza fronzoli. Sapore di sinistra di una volta all’iniziativa promossa dal Pd a Serra San Bruno per lanciare la candidatura di Luigi Tassone al Consiglio regionale, ma anche desiderio di rivincita e apertura di un nuovo corso.
A dare inizio all’evento è stato il segretario del locale Circolo Biagio Damiani, convinto che “Luigi se la possa giocare a differenza di altri soggetti” e possa reagire rispetto al “fallimento del governo regionale soprattutto in tema di aree interne”, poi la segretaria provinciale del Pd Teresa Esposito ha introdotto la critica alle “falsità di Occhiuto che dipinge una Calabria che esiste solo nelle sue parole”. Atto di biasimo ripreso e sviluppato dal sindaco di Vibo Enzo Romeo, contrario ad ogni forma di “accentramento del potere” e favorevole alla “vicinanza ai cittadini”.
Livello di attacco ulteriormente salito con il commento di Nicola Irto che ha individuato i motivi della “campagna elettorale inaspettata” nella volontà di Occhiuto che “per i propri problemi ha deciso di staccare la spina”. Da qui il Pd “si è messo a cucire e lavorare per l’unità delle forze alternative alla destra” senza “dare cambiali in bianco a nessuno”, riconoscendo a Pasquale Tridico “l’autorevolezza per andare oltre i partiti” e recuperare i ritardi accumulati da “una destra che lascia la Calabria ultima in tutto, a partire dalla Sanità”. Quindi è arrivato il momento di Tassone, che da ex sindaco ed ex consigliere regionale ha ribadito “il ruolo di Serra San Bruno nella Calabria” affermando che “stavolta ci sono condizioni importanti per la mia elezione”. Ha quindi rimarcato “il lavoro quotidiano e la vicinanza agli amministratori del Pd”, ricordato la sua candidatura alle elezioni europee, esaltato con orgoglio la sua posizione (“il 70% della classe dirigente del Pd provinciale è dalla mia parte”). Tempi maturi a questo punto per esplicitare i motivi della sua riproposizione: “non posso negare che c’è ambizione, ma mi candido perché voglio rappresentare in modo diverso la mia terra, che il centrodestra ha distrutto”. Esempio lampante di ciò sarebbe “la mancata garanzia persino del servizio dì Emergenza-Urgenza” che deriva dalla “concezione della Sanità privata di Occhiuto” e di “qualche senatore di centrodestra”.
Il capogruppo del Pd al Parlamento europeo Nicola Zingaretti ha messo a confronto i sistemi valoriali dei due schieramenti asserendo che “le cose possono cambiare anche in peggio” e riaprendo il discorso sulle “libertà attuali raggiunte grazie alle battaglie di chi ha combattuto contro il fascismo”. A suo avviso, la coalizione opposta soffia sulle “paure della gente” e “parla dei problemi, ma i problemi non li risolve e anzi li aggrava”. Più dettagliatamente, “la destra populista e nazionalista è la legge del più forte, è la guerra, fa aumentare le diseguaglianze sociali”. Tra un affondo e l’altro, ecco lo spazio per una frase a effetto: “per noi ci si deve curare con la tessera sanitaria, per loro con la carta di credito”. Infine, le idee del centrosinistra che si orientano “verso l’Europa” e contro chi “sgretola il Welfare”.



