Violenza domestica al tempo del Coronavirus: l’Amministrazione rimane in silenzio e La Strada non si arrende

Gli strumenti normativi e operativi ci sono

“Violenza domestica al tempo del coronavirus: è uno dei 5 punti per Reggio – insiste il Collettivo ‘La Strada’ – inviati all’Amministrazione Comunale ormai quasi un mese fa.

Le necessarie misure restrittive imposte nell’ambito della sicurezza dal Covid-19 impongono in molte situazioni la coabitazione forzata delle vittime di violenza con i loro aguzzini. Come risulta da diverse fonti italiane e come l’ONU stessa riporta c’è un aumento di violenze in ambito domestico e, purtroppo, per le vittime non esistono alternative alla domiciliazione coatta. L’assistenza telefonica e il supporto a distanza possono essere strumenti significativi, ma purtroppo insufficienti, perché tra le quattro mura della casa la violenza dell’uomo è improvvisa e incontenibile”. “Le vittime della violenza – sottolineano con tristezza e realismo i membri de ‘La Strada’ – non possono allontanarsi da casa e spesso, per motivi noti che non è il caso di ripetere qui, il percorso di denuncia del violento e del relativo allontanamento dello stesso richiede scelte, percorsi e tempi che non sono quelli di questa emergenza sanitaria. È necessario ricorrere ad altre misure emergenziali che vadano a tamponare nell’immediato il problema. Certamente misure che non possono essere risolutive, ma che in un quadro di azioni più ampio, possono intervenire opportunamente nel breve periodo”. A tal proposito – evidenziano i rappresentanti del Collettivo – diverse città italiane si sono dotate di uno strumento di accoglienza temporaneo, ricorrendo alle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, nonché ad appartamenti di proprietà comunale. Ci sembra una misura realizzabile anche nel nostro territorio. Crediamo che la Città Metropolitana sia l’Istituzione competente, in strettissima relazione con la Prefettura. Naturalmente è essenziale si operi con le altre autorità competenti, con le associazioni e i Centri Anti Violenza che giornalmente si occupano delle vittime e che, in questa collaborazione, avvenga la responsabile segnalazione dei casi più urgenti che richiedono un pronto trasferimento presso una struttura sicura e protetta.
La Città Metropolitana dovrebbe indire una ‘Manifestazione di interesse aperta alle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere per ospitare, in caso di necessità ed urgenza, donne vittime di violenza e i loro figli minori, nonché vittime della violenza LGBTQ’. La Città Metropolitana potrà rimborsare forfettariamente le strutture di: consumi energia elettrica, acqua e riscaldamento; servizio di pulizie; cambio biancheria; sanificazione degli ambienti prima del loro utilizzo e a conclusione di ciascun soggiorno; vitto giornaliero (laddove necessario)”.
“Sappiamo – anticipa ‘La Strada’ – le difficoltà economiche che si opporranno, ma diciamo chiaramente che si può, in questa fase di emergenza, agire nel solco delle azioni di contenimento del Coronavirus. Si potrebbe fare riferimento anche alle somme erogate all’ex Provincia nel 2010 e adesso chieste indietro dalla Regione. In tal senso predisporremo una domanda anche alla Presidente Santelli.
Gli strumenti normativi e operativi ci sono, si tratta di voler dare un preciso segno di impegno politico”.

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