Vicenda Gambino, Iannone e Cirielli non ci stanno: “Ingiustizia contro un innocente, situazione incredibile”

L’inserimento di Alberico Gambino nella lista dei cosiddetti “impresentabili” da parte della commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo ha provocato diverse reazioni. Già sindaco di Pagani, in provincia di Salerno, Gambino è candidato per FdI nella circoscrizione Italia meridionale.

A commentare la notizia è il commissario regionale del partito della Meloni per la Campania, Antonio Iannone, secondo il quale “è chiaro che Gambino è nella lista degli impresentabili solo per un fatto documentale legato allo scioglimento del comune di Pagani”. “Il codice di autoregolamentazione dell’antimafia – sostiene l’esponente di destra – andrebbe modificato e me ne sono fatto già promotore. Risulta infatti assurdo che una persona assolta in Cassazione per i fatti contestati e che hanno generato un ingiusto calvario giudiziario ed anche lo scioglimento del Comune amministrato si trovi anche definito ‘impresentabile’”

Ad avviso di Iannone, questo “aggiunge ingiustizia all’ingiustizia già patita. I fatti giudiziari nel loro epilogo dicono che Gambino è persona perbene e ha subito una persecuzione”.

Perplesso anche il coordinatore nazionale della Direzione di Fdi e viceministro agli Esteri, Edmondo Cirielli che ritiene “incredibile come un’istituzione come quella parlamentare possa avere sue articolazioni che si muovono con un regolamento contro lo spirito della carta costituzionale”. Per Cirielli “la vicenda Gambino, inserito inopinatamente tra i candidati impresentabili dopo che in tutti i gradi di giudizio penale e dal Tribunale e la Cassazione lui e tutti gli imputati sono stati assolti da ogni accusa di camorra, dimostra come la nostra democrazia si stia allontanando da quella tracciata dalla nostra carta fondamentale”. 

“Il processo ad Alberico Gambino – prosegue – ha accertato non solo l’assoluta innocenza di tutti gli imputati perché il fatto non sussiste – già risarciti finanche dallo Stato – ma che non c’era traccia alcuna di infiltrazione camorristica nel Comune di Pagani. Il giudizio civile si mosse su una sorta di copia e incolla delle accuse della Procura mentre ancora si svolgeva il processo penale e la commissione di accesso di allora invece agì in un clima di forti pressioni e condizionamenti che andrebbero accertati da una commissione di inchiesta di cui presto – conclude Cirielli – faremo richiesta e che nella scorsa legislatura avevo già proposto”.

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