“Vicenda concessione lidi gestita malissimo”: Forza Italia mette in luce il controsenso delle decisioni dell’Amministrazione Falcomatà

“Come se non bastasse l’inasprimento della crisi economica a causa della pandemia, ci si mette anche il Comune di Reggio Calabria – è l’accusa che arriva dai consiglieri comunali di Forza Italia, Federico Antonino Caridi e Antonino Maiolino – a complicare la vita a chi intende investire nelle attività legate alla balneazione.

È di questi giorni infatti la notizia che per quanto concerne i lidi del Lungomare si possa sì procedere con il montaggio delle strutture, ma con scadenza 30 luglio per le concessioni demaniali. Un controsenso notevole, considerati gli investimenti da affrontare per gli imprenditori reggini che si ritroverebbero, paradossalmente, ‘abusivi’ da giorno 1 agosto (data che segna per giunta l’inizio di quello che è considerato il periodo di alta stagione).
Agli albori della ripartenza dunque, c’è già un bel punto interrogativo davanti alle attività commerciali estive, fulcro della vita sociale”. Eppure la circolare emessa nei giorni scorsi dall’Amministrazione Comunale – puntualizzano gli esponenti ‘azzurri’ – non lascia spazio ad interpretazioni: la scadenza è quella del 30 luglio per cui gli imprenditori reggini, sono costretti a vivere quindi una situazione assurda senza certezze per il futuro di una stagione iniziata già col piede sbagliato.
Questa è la riprova di quanto l’Amministrazione Comunale targata Falcomatà sia lontana dai bisogni reali dei cittadini e del tessuto socioeconomico. È sconcertante che non esista un bando effettuato nei tempi corretti, al di là dei falsi tecnicismi a cui siamo certi si appellerà la Giunta per giustificarsi del ritardo con cui ha affrontato la questione degli stabilimenti balneari. Gli imprenditori reggini, in particolar modo in questo periodo storico, non meritano queste mancanze di attenzione”.
“Forza Italia – sostengono Milia, Caridi e Maiolino – per sua stessa natura è da sempre vicina a chi fa impresa, al fianco di chi lavora e di chi crea posti di lavoro”.

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