“Vibo Valentia da vivere”: “Si governa con il dialogo e il confronto, non con le imposizioni”

“Non è certo uno dei principi democratici ignorare le richieste di delucidazioni in merito a procedure ritenute poco chiare, da qualsiasi gruppo arrivino. Ancor più grave se tali richieste provengono dalla stessa maggioranza: oggi i bandi Sia, ieri altre questioni ritenute importanti per i cittadini e meritevoli di risposta soprattutto in loro rispetto”. Non le manda a dire la coordinatrice provinciale di “Vibo Valentia da vivere” Maria Luana Ferraro e pone grandi interrogativi sulla permanenza del suo gruppo nella maggioranza.

“Come già sottolineato da Lorenza Scrugli – sottolinea – nei giorni scorsi il Comune capoluogo, capofila del distretto sanitario della provincia, ha pubblicato tre distinte determine che rappresentano un primo step al progetto ministeriale di Sostegno all’inclusione attiva (Sia), poi di fatto trasformato in Reddito di inclusione (Rei) con l’obiettivo di contrastare la povertà e di offrire supporto a tutte quelle famiglie con all’interno proprio nucleo minori con necessità di sostegno, scolastico e domiciliare, o disabili. Tali bandi, ricordiamo nuovamente, prevedono l’assunzione di personale per 430 mila euro.
Eppure – specifica – come strutturate le tre determine, non gioveranno di certo ai destinatari se non in minima parte.
Le perplessità in questione del nostro consigliere e capogruppo Scrugli sono più che legittime, considerando che nella precedente Amministrazione in ruolo di assessore proprio alle Politiche sociali, avviò le procedure e riuscì a ottenere buoni risultati. Ciò per ribadire che le richieste hanno ragion di esistere su esperienza e cognizione di causa.
Ricordiamo che qualche mese fa Lorenza Scrugli, proprio a causa di questa mancanza di dialogo e confronto, decise di dimettersi da presidente della Commissione perché, per etica e nel rispetto del mandato conferitogli dai cittadini, non poteva acconsentire ad abbassar la guardia e a non manifestare il suo dissenso per situazioni che quantomeno suscitano perplessità.

In tale occasione – rammenta Ferraro – ovviamente anche noi ignorati, si chiese al sindaco Limardo di intervenire nel rivedere la posizione dell’assessore Falduto. Rivederla per evitare situazioni esasperanti e perciò cercare di far comprendere che se un presidente della Commissione al tuo ramo, con tanto di Commissione al seguito ti sottopone una proposta o chiede spiegazioni, non lo si può ignorare e fare esattamente il contrario”.

“Come coordinatore provinciale – prosegue – devo prender atto del perpetuarsi di tale situazione in Consiglio comunale in molte occasioni nei confronti di chi ci rappresenta.

Ora, se pur vero che Lorenza Scrugli è l’unico consigliere eletto nella lista ‘Vibo da Vivere’, è bene ricordare che è portavoce di un movimento politico radicato sul territorio che ha contribuito alle elezione del sindaco Limardo e di questa maggioranza.

La nostra domanda è: possono essere ignorate le richieste esaustive di un consigliere di maggioranza che ha come unico obbiettivo quello di rendere efficienti ed efficaci gli strumenti e le risorse finalizzare ai più bisognosi? Evidentemente si quando gli obbiettivi non sono esclusivamente il bene comune e la tutela dei destinatari”.
La riflessione conseguente è amara: “se qualcuno pensa che alzare la mano a prescindere sia il nostro sport preferito si sbaglia di grosso.
Siamo sempre stati per il bene delle persone che rappresentiamo e continueremo ad esserlo dai banchi della maggioranza se ci sarà consentito.
Ribadiamo la massima fiducia nell’operato del nostro consigliere e il nostro sostegno incondizionato, ciò che comincia a vacillare è la fiducia in chi avrebbe dovuto impedire che ciò si verificasse.
Vero, ci si barrica dietro i numeri in Consiglio: ma oggi ignori uno, domani l’altro… che accadrà? L’esperienza Costa dovrebbe aver insegnato qualcosa”.

“Non si può privare – conclude Ferraro – i cittadini di servizi utili solo perché si è troppo occupati in una presa di posizione univoca che lascia libero arbitrio ai singoli assessori perché si riferiscono a un leader piuttosto che a un altro. Si dovrebbe ragionare su benefici concreti e non sul ‘chi non contrariare’.
Inoltre mi pongo un altro quesito: rappresentando il Comune di Vibo Valentia, per distretto altri 14 enti, gli altri sindaci che si vedranno privati di mezzi e figure professionali, taceranno o chiederanno spiegazioni quando i loro cittadini, destinatari di tali servizi sociali, ne saranno privati?”.

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