Vibo, Pellegrino attacca ancora: “I sedicenti consiglieri Pd sono ormai la stampella di Costa”

“I consiglieri comunali sedicenti Pd della città di Vibo, dopo aver celebrato ieri mattina il Festival del pretesto e dell’ipocrisia, prima ancora di scendere dalle scale di via Argentaria hanno incassato l’ennesima figura barbina”.

Il commento tranchant è del dirigente regionale del Pd Pino Pellegrino che torna a manifestare forti perplessità sull’azione degli eletti democratico di palazzo Razza.
“Mentre in effetti Russo e compagni affastellavano argomenti e ricercavano giustificazioni per definire un inciucio politicamente inqualificabile – sostiene il commissario del Parco delle Serre – il consigliere Stefano Luciano li scavalcava a sinistra sul tema che di più mette a nudo le incoerenze e le timidezze del gruppo: la sfiducia a Costa”. Il passaggio successivo è ancora più esplicito: “dalle chiacchiere ai fatti, già oggi in sede di approvazione del Dup abbiamo verificato quanto regge il patto di potere sancito, officiante Vito Pitaro, con Mangialavori ed il centrodestra sulle elezioni provinciali di Vibo. Gli eroici tutori dell’ortodossia democratica in salsa vibonese hanno fatto ancora una volta da stampella a Costa e dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quali erano i contorni del baratto politico stipulato in sfregio al Pd di tutto il territorio vibonese. Repentinamente chi per qualche giorno, quando il proprio voto valeva 8, ha fatto il leone, è tornato a farsi pecorella in Consiglio comunale quando è tornato valere 1, esattamente come accade da 3 anni”. La critica è a 360 gradi e si fa ancora più sferzante tanto che Pellegrino arriva ad affermare che “la clamorosa incoerenza del gruppo dei ‘lanciatori di segnali’ e cacciatori di incarichi in astinenza, oltre che nella totale infondatezza dell’assunto secondo cui per rafforzare il partito a Vibo bisogna votare Forza Italia, sta nella faccia tosta di presentarsi in Federazione sedendo allo stesso tavolo con un consigliere che appena sei mesi fa si è candidato alle politiche in un’altra coalizione e che è già automaticamente decaduto dell’anagrafe degli iscritti. Peraltro – conclude Pellegrino – il segretario di Federazione, diversamente da quanto ritenuto dalla banda degli onesti, mi risulta abbia già avviato la procedura presso la Commissione di Garanzia per la violazione dell’art. 4 del codice etico per come conclamata e dagli stessi ieri pubblicamente certificata”.

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