Vibo, Muratore contrario all’approvazione del Psc: “Dobbiamo essere vicini ai cittadini, non alle attività private”

“Non sono favorevole all’approvazione di questo vecchio Psc. Non  lo sono affatto, perché guardando i documenti, mi rendo conto che la fretta con cui si procede alla sua approvazione la dice lunga. A parte i ricorsi alle osservazioni presentate a suo tempo, quale idea di sviluppo si intende dare a Vibo Marina? L’era industriale degli anni 60/70 è ormai un ricordo, la visione che io stesso avevo condiviso, candidandomi, era quella di uno sviluppo turistico di Vibo Marina e Vibo città ma questa idea oggi viene distorta dalla fretta con cui si vuole approvare questo strumento.Tanto per fare un esempio: ad oggi, il decreto prefettizio sul Piano di Emergenza Esterno della Meridionale petroli coinvolge la spiaggia, qualche insediamento turistico e finanche l’ingresso del porto”.

È quanto sostiene l’ex presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia Giuseppe Muratore, che fornisce dati a supporto della propria opinione: “In data 16.07.2019 il sindaco Costa, a dire il vero molto attento al  riguardo, aveva inviato un ultimo sollecito alla Meridionale Petroli affinché procedesse alle attività necessarie per la mitigazione degli effetti e limitazione dei danni a seguito di incidente rilevante; in data 07. 05.2019 si era riunito un gruppo di lavoro composto dal Coordinatore 1 Dir. Dott. Ing. Antonio Casella, l’Ing. Giovanni Greco del Comando vv.f. Cosenza e dall’Ing. Lorena Callisti del Comune di Vibo Valentia, per l’esame della documentazione integrativa acquisita dal C.T.R. nella seduta dell’ 11. 04.2019 contenente informazioni sui rischi relativi all’attuale configurazione degli stabilimenti ai fini della pianificazione territoriale, in particolare per ciò che attiene le attività presenti contenute nelle nuove curve di danno. In quella seduta si prese atto che il deposito, facendo riferimento al D.M. LL. PP. del 9 maggio 2001, si trova in Classe I Categoria B e quindi risulta incompatibile con le curve di elevata letalità presenti sulla battigia. Pertanto – aggiunge – in questa ipotesi, la compatibilità dell’impianto sarebbe stata possibile attuando una delle seguenti prescrizioni:

1) vietare l’uso della spiaggia

2) prescrivere alla Meridionale Petroli di elaborare ulteriori misure protettive al fine di contenere le curve di danno all’interno dello stabilimento. Ebbene, a me risulta che la Meridionale Petroli abbia proceduto ad ottemperare alle prescrizioni, ma non so fino a quale punto. E come non ne sono a conoscenza io, non lo sono neanche i nostri concittadini”. Partono a questo punto diversi interrogativi: “Allora perché non aspettare l’esito di queste prescrizioni e approvare il PSC tra uno, due mesi anziché frettolosamente approvarlo col rischio di dover chiudere la spiaggia ed altro? Perché…? Ci si pone dalla parte dei cittadini  o dalla parte delle attività private? La CTR è stata informata della messa in atto delle prescrizioni? La Prefettura che dovrà redigere il nuovo PEE e i Vigili del fuoco pure? Cosa si vuol fare, si chiudono la spiaggia l’ingresso al porto e le attività turistiche in piena estate?”.

Le riflessioni di Muratore proseguono: “Il  mio pensiero non rappresenta la verità assoluta ma un dubbio al quale, ancora, non vi è risposta…e domani si vota con la inconsapevolezza, immagino, della gran parte dei consiglieri comunali che ad alzare la manina sono lesti, ma non hanno consapevolezza delle responsabilità che si assumono, personali e nei confronti della collettività. E non solo loro, sento il silenzio assordante della politica e di intere categorie direttamente interessate…a parte qualcuno”.

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