Vibo. Luciano dubita del Pd: “Comportamenti ambigui, Insardà faccia chiarezza”

Due questioni, “una di carattere amministrativo ed una di carattere politico”, sono state poste dal consigliere Stefano Luciano nel corso dell’ultimo civico consesso vibonese.

“Sotto il profilo amministrativo – spiega l’autore – ho proposto al Consiglio comunale di discutere di un tema molto delicato e cioè quello degli appalti pubblici continuativi di servizi, che rappresentano la spesa più consistente che un’Amministrazione possa operare nei riguardi dei privati e nella fattispecie dell’appalto sulla illuminazione pubblica. Ho fatto ciò, in quanto, sorpreso, da una proposta a firma della dirigente (votata dalla maggioranza) con la quale si ipotizza un aumento dei consumi e dunque dei costi, a fronte di una normativa che invece impone alle Pubbliche amministrazioni di ridurre i consumi con la finalità di contenimento della spesa. A questo punto, ho ritenuto di porre dei quesiti al sindaco ed all’assessore al ramo, per sapere se l’appalto in questione rispetti i principi di diritto e se negli anni, il rapporto con il privato sia stato aggiornato come da disposizioni normative e soprattutto se ogni intervento, anche di miglioramento o di rifacimento, sia stato assegnato con la procedura ad evidenza pubblica. Su questi punti, resto in attesa di risposta, per poi affrontare un dibattito in consiglio comunale”.
Quanto al profilo di natura politica, Luciano sostiene di aver “evidenziato che la Presidenza del Consiglio comunale, pur essendo detenuta, in qualità di facente funzione, da un’esponente del Partito democratico, è divenuta espressione della maggioranza che supporta il sindaco Costa allorquando, in occasione della votazione del Documento Unico di programmazione, si è registrata, da quella postazione un’astensione. Comportamento questo che, unito all’assenza di ben quattro consiglieri comunali del Pd su sei, ha consentito l’approvazione del documento citato. Nell’occasione solo un’assenza su sette consiglieri, ha registrato il gruppo di cui faccio parte ‘Vibo Unica’ e un’assenza su quattro il gruppo dei Progressisti”. L’affondo prosegue e Luciano premesso che “il presidente del Consiglio ha diritto di voto in qualità di consigliere comunale, in quanto, pur essendo una carica istituzionale imparziale, è comunque espressione di una parte politica” e dunque che “il presidente del Consiglio deve essere imparziale nell’esercizio della funzione istituzionale, ma è espressione politica in quanto consigliere comunale della maggioranza o dell’opposizione” rileva che “l’astensione funzionale ad aiutare la maggioranza, anche se proveniente dal presidente del Consiglio, è un comportamento che ha un significato politico; negare ciò non è serio”.
“Ad oggi – deduce Luciano – le continue assenze strategiche riconducibili al Pd, a cui fanno fronte invece le solide presenze del gruppo ‘Vibo Unica’ i cui consiglieri compattamente votano contro l’Amministrazione Costa, denotano una differenza di posizione tra queste due sensibilità che intendo fortemente marcare, per evitare un’omologazione che in questo momento storico potrebbe confondere la cittadinanza”.
A questo punto, Luciano rivolge pubblicamente “un appello al segretario provinciale del Pd Enzo Insardà, persona che gode della mia stima politica, affinchè possa assumere un’iniziativa volta a superare le posizioni di ambiguità dei consiglieri comunali del Pd ed a verificare la possibilità di un coordinamento tra le opposizioni per stabilire quali tra i consiglieri che si ritengono contrari all’amministrazione attuale sono davvero pronti ad iniziative volte al superamento di questa situazione dannosa per la città di Vibo Valentia”.

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