Vibo, Lo Bianco si dimette e si scaglia contro Limardo: “Faccia la stessa cosa”

“Comunico di avere rassegnato le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale pur essendo soltanto indagato e pur essendosi fortemente ridimensionata la mia posizione processuale”. Alfredo Lo Bianco recide il legame con la vita politico-amministrativa e spiega che “mi è stata revocata la misura cautelare dei domiciliari e, dalle risultanze processuali, emerge che il collaboratore di giustizia Arena ha dichiarato che lo scrivente nulla ha a che vedere con i contesti criminali. Ciò nonostante ritengo di assumere questa posizione per dimostrare che, pur avendo avuto riconosciuto il mio diritto ad essere reintegrato in Consiglio comunale, rinuncio alla mia carica perché ho ben chiaro che in alcuni momenti è necessario fare passi indietro per evitare che il proprio nome possa continuare ad essere infangato da falsi perbenisti e moralizzatori dell’ultima ora”. 

“Il riferimento – puntualizza – è anche al sindaco della città di Vibo Valentia, che nell’ultimo Consiglio comunale mi ha rivolto un documento diffamatorio ed ingiusto, al quale dico che le parole pronunciate valgono anche per lei e la sua Amministrazione. 

“Da quanto emerso sulla stampa – afferma Lo Bianco – ispiratori di liste che hanno determinato la sua vittoria hanno da anni frequentazioni e rapporti con pezzi delle criminalità organizzata, consiglieri comunali hanno diretti congiunti arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso, altri consiglieri sono stati intercettati mentre discutevano di questioni comunali con soggetti sottoposti ad arresto ed altri ancora, addirittura capigruppo, intercettati mentre discutevano di dinamiche criminali o ancora altri consiglieri e membri di strutture regionali di consiglieri regionali che supportano questa maggioranza e fortemente discussi. Per tali ragioni mi sento io di rivolgere questa volta un appello pubblico al sindaco e cioè di dimettersi, come ho fatto io, perché le questioni di opportunità valgono per entrambi e soprattutto perché la sua amministrazione, sin dalla campagna elettorale, si è solo contraddistinta per ombre e sospetti relativi alla zona grigia. 

Mi auguro – conclude – che la città in futuro possa puntare su gente onesta e competente”.

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