Vibo, la nota psichiatra Giuseppina Vellone al convegno dell’Odm

di Bruno Vellone – C’era una volta un’amicizia. Quella tra la nota psichiatra di origini serresi Giuseppina Vellone e la sua collega Deborah Libardi. E c’era anche un sogno, voluto e condiviso, che diventando realtà si è tramutato in una missione. Aiutare chi rimane solo, senza famiglia e nelle difficoltà.

Il “Progetto Famiglie per la Famiglia” è un laboratorio orientato alla costruzione di relazioni circolari e di reciprocità, dove si sviluppano i linguaggi comuni necessari, nel rispetto delle specificità, di tutti i soggetti coinvolti. Di tutto questo e degli aspetti psicologici di alcuni problemi inerenti alla famiglia si è parlato in un convegno organizzato dall’Ordine dei medici di Vibo Valentia – rappresentato dal consigliere Francesco Arena – e voluto, tra gli altri, dalla psichiatra Agata Mazzitelli che ha fatto gli onori di casa – presso la biblioteca comunale – relazionando sul tema del “Sistema limbico” quale centro di fondamentale importanza per le emozioni e l’integrazione nelle relazioni. Di trasmissione pischica, trasmissione intergenerazionale, trans generazionale, disturbi narcisistici della personalità e i suoi processi di appropriazione ed intrusione si è occupata, Giuseppina Vellone – CTU del Tribunale di Verona e psichiatra di fama nazionale ed internazionale – che ha appassionato la numerosa platea di intervenuti con la sua relazione intorno alle problematiche nelle quali le relazioni familiari collassano e necessitano di un intervento per capire qual è il meccanismo che si inceppa per poi poter essere aggiustato, perché «ciascuno di noi è quello che è in base alle esperienze di vita che ha avuto». “La casa di Deborah”, dedicata all’amica e collega venuta a mancare nel settembre del 2016, è un luogo dove giovani e anziani dedicano parte del loro tempo e donano le loro conoscenze ed abilità a ragazzi che dentro la famiglia vivono momenti di difficoltà. Una lezione di psichiatria dunque ma soprattutto una lezione di solidarietà a cui il vibonese deve e vuole tendere una mano per dimostrare che anche in Calabria un altro modo di vivere è possibile. Ha concluso l’incontro la dottoressa Giusy Valeriano, funzionario regionale della Lombardia in tema di immigrazione sanitaria che si è occupata delle differenze tra i servizi sanitari calabresi e quelli lombardi.

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