Vibo, il PSI punta il dito contro il piano di riequilibrio finanziario comunale

La sezione vibonese del Partito Socialista italiano alza voce e decide di farsi avanti per esternare il proprio punto di vista riguardo il piano di riequilibrio finanziario che il comune di Vibo Valentia avrebbe deciso di attuare.

Dalla nota stampa firmata dal segretario provinciale PSI Gian Maria Lebrino, si evince un disaccordo profondo verso la decisione di optare per un piano pluriennale, 15 anni per l’esattezza, che andrebbe a gravare sulle tasche dei privati cittadini. “Non optare verso una procedura ordinaria del debito non vuol dire avere la certezza di una entrata come prevede l’amministrazione comunale, – si legge nella nota – al contrario, il Comune avrà dei vincoli ed in caso di accesso al Fondo di Rotazione di cui all’articolo 243-ter,l’Ente deve adottare, tra le altre misure a decorrere dall’esercizio finanziario successivo, la riduzione delle spese di personale attraverso l’eliminazione dai fondi per il finanziamento della retribuzione accessoria, del personale dirigente e di quello del comparto e delle risorse e dei Contratti collettivi nazionali di lavoro”. I socialisti vibonesi propongono, invece, una lotta coatta agli evasori che presupponga l’impiego di risorse interne al Comune, e non esterne come invece si è proposto di fare, riorganizzando gli uffici e preparando il personale, permettendo così la realizzazione di ha nuova modalità di gestione della riscossione. “Bisogna favorire l’adempimento spontaneo da parte del cittadino e non metterlo sotto scacco per 15 lunghi anni. Questa sarebbe la vera scommessa di una amministrazione che vuole cambiare i vecchi criteri”.

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