Vibo, i democratici a raccolta con Luigi Tassone: “Puntiamo sul coraggio, via chi sfrutta la paura”

Tutto ruota attorno al “rinnovamento”, secondo un “progetto” che mette al centro i “giovani” e che “si alimenta con il confronto, con la discussione, con le idee, con le libere opinioni”. Il candidato alla carica di consigliere regionale del Pd Luigi Tassone si presenta a Vibo Valentia e la città capoluogo di provincia risponde in maniera soddisfacente viste le “generose” presenze all’Hotel 501.

I cambiamenti degli ultimi 3 anni sono lì ad indicare l’esigenza di “cambiamento” di una compagine che ha vissuto troppe vicissitudini. Tassone lo sa e usa su un linguaggio spontaneo, non arzigogolato, ma diretto e volto a sottolineare “la voglia di guardare avanti”.

Il sindaco di Serra San Bruno non cerca di inseguire le tendenze, fa tesoro della sua esperienza amministrativa, rivendica con orgoglio il suo percorso politico, auspica il ritorno del “primato della politica”, sottolinea “la passione” che lo anima. Non si tuffa nelle polemiche, ma non rinuncia a qualche puntura: “sono in campo – asserisce – per coltivare le speranze e rilanciare un cammino di condivisione rigettando il messaggio di chi fa leva sulla paura. Noi non puntiamo a sfruttare la paura, noi vogliamo stimolare il coraggio, perché sappiamo che nell’epoca della globalizzazione si vince insieme e non mettendo gli uni contro gli altri”. Ringrazia per il sostegno il già deputato Bruno Censore ed “una squadra ampia ed organizzata che “è destinata ad allargarsi” e cheriesce a programmare ed a guardare al futuro con lungimiranza”, si dichiara vicino “ai più deboli, ai più umili, a coloro che sono in difficoltà” e fa appello alla “solidarietà umana che spesso sembra mancare”.

Entra nei dettagli dei “programmi”, ma prima si sofferma sulla precondizione dello sviluppo: la legalità. Non “una legalità a parole, incoerente, da salotto” ma “una legalità nelle azioni quotidiane, negli stili di vita, nei comportamenti. Una legalità sul posto di lavoro, in piazza, a scuola, al bar, in famiglia”.

Si sofferma sulle “grandi emergenze”, compresa quella relativa al “depauperamento dei servizi”, chiede “la fine del commissariamento della Sanità”, istituto che “ha aggravato i disagi e prodotto nuove lacune”. Insiste sulla necessità di “fermare questa emigrazione che ci priva di affetti e di energie essenziali” e punta a “creare lavoro produttivo”. Indica la via della crescita ricordando che “in questa regione manca un assessore al turismo da tempo immemorabile” e rimarca il bisogno di “un’adeguata programmazione” e di “un valido sistema di promozione possiamo creare posti di lavoro e benessere”.

Dopo aver affermato di credere “nella mia terra e nella mia gente”, Tassone chiede fiducia “nella consapevolezza che la politica tante volte ha deluso” ma anche “con la coscienza di un giovane amministratore che ha intenzione di battersi per la sua gente, di guardare avanti e di scommettere sui valori dei calabresi che sono un popolo che ha fame di rivincita e che sono convinto che ce la possa fare”.

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