Alla fine le forze civiche e politiche presenti a palazzo Luigi Razza si sono mosse davvero decretando la fine dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Elio Costa. Un atto quasi inevitabile, anche per motivi di credibilità agli occhi degli elettori.
Lo stop è arrivato sotto la forma delle dimissioni contestuali di 27 consiglieri (appartenenti ai gruppi “Liberali per Vibo”, “Partito democratico”, “Vibo Unica”, “Progressisti per Vibo”, oltre ai 3 che sono sulle posizioni del consigliere regionale Vincenzo Pasqua) che hanno ritenuto inutile andare avanti alla luce delle fibrillazioni e del malessere diffuso fra i cittadini vibonesi. Per l’ex magistrato, in sella dal 2015, si tratta della seconda delusione, dopo quella patita ai tempi di Franco Bevilacqua e Michele Ranieli.
Le dimissioni, peraltro ampiamente annunciate, sono giunte dopo che il primo cittadino aveva manifestato l’intenzione di andare avanti e dunque di non accogliere la richiesta, proveniente da più parti, di dimissioni. Per Vibo si apre lo scenario di elezioni anticipate (dopo la fase commissariale), necessarie per ristabilire un governo della città, oltre che legittimato dal voto popolare, pienamente operativo.
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