Vibo, caso reintegro Lo Bianco: la versione dei fatti del Pd

“Per quanto attiene la questione oggetto di discussione al Consiglio comunale odierno relativa alla reintegra di Alfredo Lo Bianco alla carica di consigliere comunale, non possiamo che respingere al mittente il documento sottoscritto dal sindaco della città, che tende ad attribuire al Partito Democratico la volontà del reintegro stesso. E ci pronunciamo nel merito della questione con meraviglia e sconcerto anche dovuto al fatto che il sindaco è un avvocato. Ed infatti, la questione in esame non ha natura politica ma puramente giuridica e sul punto nulla può fare il Partito Democratico, il suo capogruppo, il segretario cittadino o il segretario provinciale”.

È quanto affermano il coordinatore cittadino del Pd di Vibo Valentia, il capogruppo in Consiglio comunale Stefano Luciano ed il segretario provinciale Vincenzo Insardà che spiegano: “Alfredo Lo Bianco è stato sospeso dal Consiglio comunale per effetto della legge Severino in quanto sottoposto a misura cautelare coercitiva. Di seguito, la misura cautelare coercitiva è stata annullata e pertanto, in applicazione della medesima legge citata è previsto il reintegro.

Questo – aggiungono – è un meccanismo giuridico e normativo che non lascia spazio a valutazioni politiche in quanto attiene sfere giuridiche soggettive. Peraltro, Alfredo Lo Bianco ha comunicato di volere aderire al Gruppo misto, non già al gruppo del Partito Democratico, autosospendendosi di fatto dal partito stesso”.

“Nel rivendicare il principio della legalità come valore non negoziabile, nella speranza che ciò possa valere anche per pezzi della maggioranza – concludono – invitiamo pertanto alla serietà quest’ultima che ha messo in campo un tentativo grottesco di spostare su un terreno politico una questione giuridica che peraltro, non riguarda per le motivazioni dette il Pd, con l’auspicio che il sindaco si concentri per risolvere i problemi di una città che versa, sotto tutti i profili, in un totale stato di abbandono”.

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