Viabilità e proteste. Il bisogno di unità e le gelosie (semi)nascoste

Ben vengano i comitati spontanei, ben vengano le manifestazioni, le proteste, i richiami alla politica e le azioni della politica. Ben venga tutto ciò che fa rumore e che fa alzare la voce “unitaria” di un territorio che non merita di essere “isolato”, “abbandonato”, “dimenticato”. Ma prima di tutto la fascia di territorio che lega Jonio e Tirreno passando per le Serre ha bisogno di scrollarsi di dosso un vecchio vizio che fa più danni del “malgoverno”: quello delle gelosie (semi)nascoste e dei secondi fini.
La manifestazione dei giorni scorsi nella cittadina della Certosa ha avuto il merito di far sedere allo stesso tavolo amministratori di diversi colori politici, di far stare nella stessa piazza cittadini dal pensiero diametralmente opposto. Però, diciamoci la verità – come è già stato scritto su queste colonne – la partecipazione, in rapporto al potenziale, non è stata affatto trascendentale. La sensazione è che molti abbiano preferito “commentare” o “mettere ‘Mi piace’ ” comodamente seduti sul divano di casa mentre sorseggiavano una bevanda fresca. Perché il web è un’arma a doppio taglio: favorisce la partecipazione virtuale, non quella reale. Altra brutta sensazione: alcuni si sono fatti vedere giusto perché “dovevano”, non perché “sentivano”. La “collaborazione” è stata posta in essere in maniera molto originale, ognuno si è mosso nel proprio ambito, ma (anche questa è una sensazione più che un dato di fatto) senza “sinergia”. La “dialettica” fra esponenti del Comitato “Trasversale delle Serre” e politica, come nella riunione svoltasi tempo addietro presso la sede della Pro loco, ha confermato che gli steccati non sono andati giù. Di più, la polemica a distanza fra il deputato del Pd Bruno Censore e il leader di “Liberamente” Alfredo Barillari ha dimostrato che gli screzi non sono stati superati nemmeno in questa occasione. Insomma, i “limoni” citati un anno fa di questi tempi da Censore non sono stati affatto ingoiati come pure, sul versante opposto, la bagarre della campagna elettorale non è stata cancellata dalla memoria. Forse c’è da approfondire un concetto: entrambi (come tutti) hanno delle qualità, entrambi (come tutti) hanno dei difetti. Di questo occorre prendere atto. E poi c’è la domanda del presidente del Comitato “Mastro Bruno” Giacinto Damiani: “per essere amici dell’uno, si deve essere nemici dell’altro?”. La speranza è che le necessità della comunità – che non riesce a produrre lavoro e serie chances di crescita umana e professionale e che, di conseguenza, perde le sue migliori energie in una rigida spirale perversa – riescano a sfasciare la barricata e far combattere davvero tutti dalla stessa parte. Magari, allo scontro politico, ci si potrà pensare dopo, quando in ballo non ci saranno gli interessi della gente.

Contenuti correlati

Commenta per primo

Lascia un commento