Verso le Regionali, “Vibo Valentia da vivere” avverte Forza Italia: “O Aiello o ce ne andiamo”

La Coordinatrice contesta il "modo poco democratico e accentrato di portare avanti il partito"

“In una fase di riprogrammazione e ridimensionamento, notizie fuorvianti che inducono a passare per vere da chi si autoproclama prossimo candidato alla carica di Governatore della Calabria per Forza Italia, non fanno altro che generare confusione su confusione”.

E’ Maria Luana Ferraro, Coordinatrice del Movimento “Vibo Valentia da vivere”, a dare seguito al fuoco di fila contro Mario Occhiuto nel tentativo di bloccarne la candidatura, peraltro assai combattuta dentro il suo stesso partito, alla presidenza della Regione per il centrodestra. Un’operazione che mira, contestualmente, a puntellare le ambizioni coltivate dall’ex senatore Pietro Aiello.
“L’immagine che ne deriva – ammette la stessa Ferraro – è quella di un partito diviso e in pieno fermento. Questo non è accettabile soprattutto da parte di chi vorrebbe un passo diverso dalla politica, come auspicato dai vertici.
Primo segno di qualcosa che si è inceppato può ricondursi senza dubbio alle candidature espresse per le elezioni del 4 marzo. Però tutti compatti, nonostante i piccoli malumori, si è andati alle urne e sostenuto il partito nella speranza di un’apertura al dialogo da parte della dirigenza regionale, basato sul rispetto reciproco. Il risultato è stato invece deludente: dopo il cinque marzo, un partito assente o presente solamente per portar avanti strategie personalistiche e monologhi. Questa mancanza di confronto, inevitabilmente, si è riversata sulle problematiche dei territori, tuttora aperte e in attesa di esser discusse.
Condivisibili le preoccupazioni sollevate dall’ex senatore Piero Aiello così come la sua analisi politica. Giusto è aver voce in capitolo sulle decisioni importanti che riguardano il futuro della Calabria.
Da apprezzare anche l’intervento del senatore Marco Siclari, unico parlamentare calabrese che ben ha compreso l’utilità di insistere nel trasformare Forza Italia, anche in Calabria, in un partito aperto al confronto e incline al dialogo se vuole mantenere le redini del centrodestra, vincere la competizione regionale e occuparsi de e della collettività.
Unica sottolineatura da fare alle sue dichiarazioni sul candidato presidente che, a suo dire, potrebbe anche non essere calabrese. Ciò è impossibile: nella consapevolezza che solo chi quotidianamente vive e conosce il territorio può risolvere e risollevare le sorti regionali. Nessuna candidatura calata dall’alto! Già in passato abbiamo subito scelte che poi si sono rivelate disastrose e inconcludenti”. Sebbene non sia stata colta la provocazione, palese, delle parole pronunciate dal deputato “azzurro”, la Coordinatrice di “Vibo Valentia da vivere” prosegue nella sua analisi funzionale, esclusivamente, al supporto della posizione di Aiello e della sua idea di poter essere scelto come front runner del centrodestra alle prossime elezioni regionali.
“Appoggiamo invece – insiste, infatti, Ferraro – la linea di Piero Aiello nell’affermare il voler riequilibrare il partito in una visione regionale e dar quindi al collegio centrale, ossia Catanzaro, lo spazio dovuto nell’esprimere una candidatura dopo Reggio Calabria e Cosenza negli anni passati”. Anche la geografia, in questi tempi incerti, diventa materia scivolosa, se solo si pensa che dopo Giuseppe Scopelliti, effettivamente reggino, l’ultima candidata alla presidenza per la coalizione è stata la catanzarese Wanda Ferro.
“Queste pretese infondate da parte di esponenti del Direttivo regionale non tengono in considerazione – nella valutazione di Maria Luana Ferraro – dei dati importanti che non potranno essere ignorati a livello nazionale, ove si avranno determinazioni certe. Basti guardare ai risultati ultimi elettorali di Catanzaro e Vibo Valentia, dove l’unione fra i rappresentanti di Forza Italia e degli altri partiti di centrodestra hanno prodotto la vittoria dei Presidenti delle due provincie.
Sono queste le linee da seguire per portare in Calabria un governo di centrodestra. Forza Italia non può ignorare che nel partito esistono personalità di spessore in grado di rilanciare la regione che hanno già dato prova delle loro capacità in passato.
Solo ascoltando tutte queste personalità, al momento escluse per motivi sconosciuti, si potrà realmente intraprendere un percorso sereno e condiviso che porterà all’unità partitica e al poter governare fra un anno, avendo un presidente di Regione che sia la sintesi della volontà di molti e soprattutto rappresentativo di quel cambiamento auspicato da quanti al momento si sentono insoddisfatti della gestione attuale”.
“Qualora non si prestasse orecchio a voci diverse, il rischio – è l’avviso conclusivo della massima esponente del Movimento vibonese – sarebbe quello di creare ulteriori divisioni interne, lasciando spazi che difficilmente potranno esser colmati e allontaneranno da Forza Italia tutti quei sostenitori, come noi del Movimento ‘Vibo Valentia da Vivere’ e delle altre province, che non si ritrovano in questo modo poco democratico e accentrato di portare avanti il partito guida dell’intero centrodestra”.

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