Verso la fusione dei Comuni dell’Angitolano: può nascere il secondo centro più grande dopo Vibo

“Di fronte ai processi riformatori in corso risulta ineludibile la creazione di livelli intermedi di governance, basati sull’aggregazione interistituzionale in grado di valorizzare le specificità delle aree locali che caratterizzano la nostra regione, ma soprattutto di conseguire nuova adeguatezza nella gestione delle funzioni e nell’erogazione dei servizi ai cittadini. Una di queste realtà può essere la fusione dei comuni. Il processo che porta alla nascita di una fusione di Comuni inizia dalla volontà dei sindaci dei comuni che unendosi vogliono riuscire a proporre ai cittadini una omogenea offerta dei servizi sui relativi territori, con l’intento altresì di realizzare, realizzando insieme delle economie di scala necessarie per il mantenimento dei servizi offerti, viste le difficoltà derivanti dal perdurare della crisi economica”.

È questo l’intento che ha mosso i sindaci di San Nicola da Crissa (Giuseppe Condello), di Capistrano (Marco Martino), di Monterosso Calabro (Antonio Lampasi), di Filogaso (Massimo Trimmeliti), di Maierato (Danilo Silvaggio), di Francavilla Angitola (Giuseppe Pizzonia) e il vicesindaco di Polia (Caterina Feroce), che hanno partecipato alla riunione svoltasi presso il Municipio di Maierato per gettare le basi di un nuovo percorso amministrativo che dovrà portare alla nascita di un nuovo comune di 10.500 abitanti, il più grande dopo di quello capoluogo.
Durante questo percorso i sindaci dei comuni aderenti hanno deciso di farsi aiutare da OpenCalabria, dal professore dell’Unical Francesco Aiello e dal segretario generale Domenico libero Scuglia.
“La nascita della fusione – hanno spiegato gli amministratori – parte, quindi, da una forte volontà politica e territoriale, dalla disponibilità al confronto, senza contrapposizioni pregiudiziali e la ricerca di soluzioni nell’interesse delle rispettive comunità di appartenenza senza escludere nessuno. E per questo si intende non solo la volontà espressa dai sindaci ma anche dalle rispettive Giunte comunali, che hanno avuto modo di deliberare in merito, attraverso la condivisione degli obiettivi da raggiungere e del come raggiungerli e infine da una buona formazione da parte di tutti gli attori coinvolti”.
L’iniziativa di oggi va contestualizzata in un ambito di finanza pubblica attualmente caratterizzato da una congiuntura economica sfavorevole e da provvedimenti di riduzione della spesa pubblica che hanno interessato sopratutto il comparto degli enti locali.
Da qui l’utilità di ipotizzare processi di razionalizzazione della spesa che possano liberare risorse a vantaggio delle collettività locali, anche attraverso l’incentivazione dei processi di accorpamento e di fusione tra i comuni appartenenti alle più ridotte fasce demografiche, proprio al fine di superare l’inadeguatezza dimensionale di tali enti.

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