Vazzano, Il Tar dà ragione a Villì. La minoranza attacca il sindaco e chiede l’azzeramento dell’Ufficio tecnico

L’ex sindaco di Vazzano Domenico Villì

“Il Tar Calabria, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie laddove impugna in via principale e in via subordinata gli atti inibitori in epigrafe”.
È questo il dispositivo con cui il giudice amministrativo con sentenza semplificata nel merito ha annullato gli atti di sospensione dei lavori di rifacimento del tetto dell’abitazione dell’ex sindaco Domenico Villì.
“La vicenda – sostiene il Gruppo di ‘Vazzano Bene Comune’ – è stata il tormentone dell’estate vazzanese, di cui si è abbondantemente parlato nei bar ma solo lì. Quest’Amministrazione sa far valere le sue argomentazione solo nei bar, non nelle aule giudiziarie o nei Consigli comunali laddove non è in grado di replicare alle osservazioni della minoranza. Subito dopo il suo insediamento – spiega la minoranza – l’Amministrazione comunale ha concentrato la sua attenzione sugli atti amministrativi che riguardavano i lavori edili del sindaco uscente. Un apposito comitato di studio aveva concentrato i suoi sforzi nel vano tentativo di bloccare i lavori. Oggi i giudici amministrativi hanno sentenziato che tutti gli atti posti in essere dall’Amministrazione hanno violato la legge annullandoli. Molto significativi sono alcuni passaggi della decisione dei giudici amministrativi:
– ‘Il ricorso è fondato relativamente all’impugnativa avverso gli atti inibitori adottati dal Comune;
– Il Comune ha emesso provvedimenti inbitori allorquando, come correttamente rilevato da parte ricorrente, era decorso il termine dei 30 giorni prescritti dalla legge;
– Le eccezioni di inammissibilità del ricorso sollevate dal Comune resistente, con riferimento alle ordinanze di sospensione , vanno conseguentemente rigettate’”.
“Dopo oltre 22 anni – aggiunge l’opposizione – il Comune di Vazzano si vede annullato nelle aule dei Tribunali un suo atto amministrativo facendo ripercorrere i tempi cupi del passato che tanti danni avevano prodotto. Vorremmo sapere cosa pensa ora il nostro sindaco ‘so tutto io’ di fronte a questa decisione che sconfessa l’operato dell’Amministrazione comunale. Che ristabilisce la verità e dà piena giustizia ad un cittadino che è stato perseguitato per la sua posizione e per il ruolo che ha occupato in passato. Ricorderete tutti la dichiarazione alla stampa rilasciata dal sindaco in merito alla vicenda in cui derideva la moglie dell’ex sindaco con toni grevi e maleducati e sicuramente non consoni al ruolo istituzionale che occupa. Di fronte a questo grave avvenimento noi chiediamo l’azzeramento dell’Ufficio tecnico che non è assolutamente in grado ad assolvere i compiti a cui è chiamato. Un Ufficio che non è a disposizione dei cittadini contribuenti ma che esegue i desiderata della politica infischiandosene delle norme e delle leggi. Noi continueremo a prestare il nostro aiuto e collaborazione a tutti i cittadini che dovessero trovarsi nella medesima situazione e soprattutto metteremo in campo tutte le azioni per porre fine a questa situazione di arretratezza in cui è sprofondata la nostra comunità all’indomani delle elezioni amministrative. Noi non torneremo indietro e saremo sempre a difesa del bene comune. Di sicuro – afferma ancora la minoranza – c’è un solo vincente in questa situazione: l’avvocato designato che si è messo in tasca la parcella (quasi 5000 euro) nonostante il suo ricorso fosse privo di ogni pregio giuridico. La banda del buco 2.0 continua a colpire e noi paghiamo. E la notte cosa succede. Anzichè portare consiglio a questi incompetenti amministratori nel cuore della notte viene notificata via pec una nuova ordinanza di sospensione dei lavori a meno di dodici ore dal deposito della sentenza dei giudici amministrativi”.
Vazzano Bene Comune “porterà nelle prossime ore a conoscenza del prefetto e della Procura della Repubblica questi arbitri e abusi. E lanciamo un appello alla comunità per riflettere su quanto sta accadendo. Cose mai viste e che non fanno parte della tradizione della comunità vazzanese”.

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