USB punta il dito contro i curatori giudiziari che non rispettano lavoratori e sindacati

“Negli ultimi anni nel nostro territorio, sia per l’importante lavoro di contrasto alla ‘ndrangheta e sia per la crisi economica che non ha dato mai tregua, vediamo sempre più aziende – sottolinea l’Unione Sindacale di Base di Reggo Calabria – sottoposte a curatela giudiziaria.
Amministratori nominati da un giudice con il compito di custodire e amministrare beni e aziende sequestrate, che, però, a volte dimenticano che, oltre ai beni e alle aziende, ci sono anche persone e posti di lavoro da salvaguardare.


Senza inutili generalizzazioni e riconoscendo figure di curatori sensibili e responsabili, dobbiamo tuttavia denunciare le enormi difficoltà che si incontrano quando il curatore, invece, è sordo alle problematiche dei lavoratori che da lui ormai dipendono.
Così si è costretti ad assistere a ritardi ingiustificati, a spettanze non pagate, incuria e scarsa attenzione nei confronti dell’anello più debole della catena da amministrare, e cioè i lavoratori”.
“Dipendenti obbligati ad aspettare mesi finanche per essere licenziati, nonostante – contestano i componenti dell’organizzazione sindacale – non ci sia speranza di poter lavorare, perdendo così non solo lo stipendio ma anche la possibilità di accedere alla disoccupazione. O in attesa da anni di percepire una parte irrisoria del loro trattamento di fine rapporto, decurtato anche del 60% dopo un chiaro e
sfrontato ricatto del ‘prendere o lasciare’.
Per non parlare del disinteresse rispetto a segnalazioni sulla possibilità di rilancio o di fitto di alcuni rami aziendali, al fine di poter conservare posti di lavoro, cui non si è data la minima attenzione.
Sembra quasi che la finalità non sia quella di amministrare le aziende, ma di mantenere lo status quo, e quindi la curatela.
In un contesto territoriale come il nostro, dove pare poco plausibile in tempi brevi un calo del ricorso alle curatele giudiziarie, ci auguriamo un’inversione di tendenza e l’avvio di un’effettiva collaborazione con le organizzazioni sindacali, incentrata sulla trasparenza e sul rispetto delle regole, a garanzia dei diritti dei lavoratori. Dovrebbe essere questa una priorità anche per la magistratura, da cui dipendono i curatori, che rischierebbe di perdere di credibilità nei confronti di questi lavoratori che non si sentirebbero tutelati da essa, bensì traditi”. “E nella nostra città – osservano i rappresentanti dell’USB – dobbiamo evitare qualsiasi occasione che possa generare il pensiero che la legalità sia un peso per i più deboli e non elemento di dignità e libertà”.

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