Una pista ciclopedonale lungo i paesi toccati dall’Ancinale: si concretizza il progetto che lega i territori

Adottare una strategia condivisa per la valorizzazione e la fruizione del territorio mettendone in evidenza le particolarità. Partendo da questo principio è nato il progetto di creare una pista ciclopedonale in grado di legare le realtà che condividono storia e aspetti paesaggistici.

Ad illustrare le finalità è stato il commissario del Parco delle Serre Giovanni Aramini che ha spiegato come “il percorso unisce Serra San Bruno, Brognaturo, Spadola, Simbario e Cardinale”. 

“Tutto è partito – ha affermato – da un’idea della consigliera Grazia Bertucci, noi ci siamo attivati per individuare le risorse (inizialmente 200.000 euro ai quali si sono aggiunti ulteriori 750.000 euro) e adesso può essere espletata la gara. Chiuderemo il primo lotto entro il mese di agosto ed avvieremo rapidamente il secondo. Questo percorso ciclopedonale s’inserisce in un contesto di grande dinamismo per la mobilità sostenibile e pone il fiume Ancinale come elemento accomunante. I primi 4-5 km sono paralleli alla Ciclovia dei Parchi, che segue la viabilità ordinaria, e diventano pista ad uso esclusivo della bicicletta e dei pedoni”. Di “fiducia nel futuro” e “necessità di incrementare l’unità per generare sviluppo turistico ed economico” hanno parlato, rispettivamente, la consigliera Bertucci e la presidente della Comunità del Parco Melania Carvelli, mentre il direttore del Parco Francesco Pititto si è soffermato sui dettagli tecnici. In particolare, ha precisato che è anche prevista “la messa in sicurezza dell’alveo dell’Ancinale con la realizzazione di gabbionate”.

Il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, ha sottolineato “l’attenzione che il Parco rivolge al territorio” rilevando l’importanza “dell’intervento corale di paesi che vivono in simbiosi”. “Stiamo compiendo – ha specificato – dei passi significativi per creare delle iniziative capaci di caratterizzare il territorio e produrre turismo di qualità che consente di entrare in contatto con la natura e le comunità locali. Finalmente – ha concluso – ci si siede insieme e si ragiona da territorio”.

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