Un ponte sul futuro.
Fino alla mattina di domenica, quello sul Calopinace era da considerare un monumento all’approssimazione, alla mancanza di serietà, all’assenza di responsabilità, all’analfabetismo istituzionale e alla superficialità amministrativa.
Convocata la Giunta comunale alle 8:30 di un giorno festivo, nel secondo giorno di agosto, e convocati gli organi d’informazione appena ventiquattro ore dopo, il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro ha dimostrato, con la forza implacabile dei fatti, che con impegno, buon senso e, soprattutto, con la condivisione appassionata dell’obiettivo, i traguardi sono raggiungibili. E lo sono in tempi che, almeno a queste latitudini, possono definirsi record.
Il Primo Cittadino, superato il primo momento di straniamento provocato dalla decisione degli ingiustificati occupanti di Palazzo San Giorgio di epoca recente di rescindere il contratto con la ditta aggiudicataria, ha lavorato insieme ai dirigenti competenti, al nuovo RUP e con la disponibilità dell’azienda per rendere possibile la consegna della sospirata opera entro due mesi. Nel computo rientrano anche i dieci giorni di ferie che le maestranze osserveranno a cavallo di Ferragosto.
Quella di Cannizzaro rappresentava l’unica scelta possibile per chi fosse realmente intenzionato a mettere la parola fine sull’incompiuta simbolo della stagione bestiale, nel senso letterale del termine, iniziata nel 2014 e conclusasi alla fine di maggio di quest’anno. Se, infatti, si fosse concretizzata la procedura di rescissione del contratto voluta dai teppisti scappati a furor di schede elettorali, del ponte sul Calopinace non avremmo visto il completamento prima di un paio di decenni, sempre che la Dea Fortuna avesse deciso di assisterci.
Un collegamento tra il Lungomare e il Parco Lineare Sud che, nella sua versione definitiva, è stato completamente ripensato senza comportare un solo euro di spesa in più rispetto a quanto già previsto. Miracoli della capacità di governare i processi, qualità che a Reggio Calabria eravamo ormai disabituati a ritenere credibile. Perché a latitare era la stessa credibilità, assente giustificata quando a occupare il palcoscenico erano gli sterminatori della Cosa Pubblica. Persino nell’immaginare una struttura del genere erano riusciti a dimenticare le rampe di accesso.
E che nessuno della banda di delinquenti istituzionali, responsabili di aver trasformato Palazzo Municipale in un parco giochi per due mandati, si azzardi a puntare l’indice contro gli uffici. Guarda caso, Cannizzaro riesce oggi a confrontarsi con professionalità di altissimo livello. Non le ha fatte piovere dal cielo: erano già presenti, ma operavano in una condizione di totale abbandono, sfiduciate, prive di una guida politica capace di orientarne il lavoro e le decisioni.
Il positivo epilogo della vicenda, che porterà all’inaugurazione del Ponte il 9 ottobre, sta a dimostrare una cosa soltanto: quando Politica, con la P maiuscola, e burocrazia possiedono le qualità per fare squadra, le idee si trasformano in azioni, cantieri e risultati destinati a durare nel tempo. Quando, invece, la qualità viene meno da una delle due parti, come è accaduto con la politica degli ultimi anni, ci si rifugia dietro l’abiezione della vigliaccheria.
Cannizzaro lo ha detto con estrema chiarezza: quando emerge un problema o si manifesta una criticità nel corso di qualsiasi attività amministrativa, è doveroso dire la verità. Solo così è possibile conquistare quella partecipazione democratica che rappresenta una delle cifre più evidenti del nuovo corso.
Sta di fatto che i reggini, quando il caldo sarà ancora padrone della riva calabrese dello Stretto, avranno finalmente l’opportunità di attraversare quel ponte al quale, ha aggiunto stamane il Primo Cittadino, sarà cambiato anche il nome, così da rendere pieno merito alla suggestione che incarna.
Sorgerà al centro di un’area destinata a diventare un polo di attrazione per un turismo in costante crescita. Uno stimolo ulteriore che ha indotto il sindaco a lanciare pubblicamente una sfida: sistemato il Ponte, sistemato il Parco Lineare Sud, Reggio potrà vantare i cinque chilometri più belli d’Italia. Sarà finalmente valorizzato un potenziale che, fino ad oggi, è stato soffocato da incuria e abusivismo.
Se domani mattina, 4 agosto, i lavori ripartiranno, il messaggio che l’Amministrazione lancerà alla città sarà uno soltanto: a Reggio le cose si possono fare. Si possono fare con un occhio rivolto alla bellezza e l’altro al domani. Si possono fare senza coprire la propria inferiorità indiscutibile con lagne fanciullesche degne di un parco giochi. Ma proprio a quel parco giochi Cannizzaro e la Giunta, su esplicito mandato popolare, hanno apposto i sigilli sul finire della primavera. E, questa volta, una volta per sempre.