Tutta la banalità di un sindaco nella demagogia di un video

Il rischio di una deriva culturale diventa certezza

Quando la retorica prende il sopravvento non è mai una buona notizia: indica che il recipiente dei contenuti è vuoto e ci si aggrappa al vuoto degli slogan.

In casi simili il rischio di una deriva culturale diventa certezza. E’ capitato con il video pubblicato sulla pagina Facebook del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. L’ennesima ripugnante speculazione sulla paura, una smaccata brama di titillare gli istinti popolari. “Reggio sopra ogni cosa” è una frase ambigua sotto cui si cela una dottrina di superiorità, inesistente nei fatti, ma celebrata ripetutamente. “Coraggio, fatica, sudore, sacrificio, abbiamo attraversato l’inferno a testa alta, non dobbiamo provarci ma riuscirci, siamo caduti ma ci siamo sempre risollevati”: una sfilza di luoghi comuni mielosi da Istituto Luce, l’amara constatazione di quanto si voli basso, a dispetto dei droni utilizzati. Un piano inclinato della demagogia che precipita rovinosamente nella bestialità pronunciata a chiare lettere: “La nostra vita vale più della nostra libertà”. Un pensiero che, nella migliore delle ipotesi, è stato espresso in malo modo da chi, sebbene profonda un costante impegno per lucrare sulla pandemia, denota una scarsa conoscenza degli arnesi basilari della comunicazione politica. Una frase che, però, ben si addice, a coloro i quali hanno fatto di Palazzo San Giorgio un circolo privato di giovanetti adusi al Fantacalcio, ma non a Valori e Ideali. Una schiera di poco baldanzosi fanciulli che, piegati dalla loro indole servile, evidentemente considerano la libertà un lusso al quale poter rinunciare. Un messaggio allarmante in pessima sintonia, come ha fatto notare il Collettivo “La Strada”, con gli eroismi glorificati dalla Liberazione appena festeggiata. D’altra parte, come ammesso dallo stesso Primo Cittadino, a lui sono venuti i brividi: anche a tanti altri, anche se per motivi completamente opposti ai suoi. Possono mescolare Reggina e Madonna della Consolazione, mare e Carnevale, ma non avranno mai l’intelligenza di capire che i reggini non hanno manifestato particolari virtù eroiche, ma “affrontato la quarantena” esattamente come il resto degli italiani: con una generale disciplina rispettosa delle prescrizioni macchiata da eccezioni poco commendevoli. Niente di più e niente di meno.

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