Tu quoque, vicesindaco Perna?

Che dalle parti di Piazza Italia il Comandante sia in balìa di onde tempestose che lo sommergono affogandone velleità e tentativi di fuga dalla realtà, la nave fuori rotta, l’equipaggio in disarmo ed i timori di affondare abbiano preso il sopravvento è un fatto. A sottoscriverlo, involontariamente, sono stati i pensieri misurati di un uomo misurato, sono state le state le parole imprudenti di un uomo prudente: il professor Tonino Perna.

Rotolato, ancora non si sa bene per quale infido sgambetto, nella “casa matta” di Palazzo San Giorgio, il brillante sociologo collaboratore de “Il Manifesto”, forse per frustrazione, forse per una presa di coscienza fuori tempo massimo, forse perché ormai, respirando la stessa aria sgradevole di un Armando Neri qualsiasi, si è lasciato prendere la mano e, urlando dal balcone di Facebook, ha messo nel mirino i magistrati del TAR e la stampa locale. “A caratteri cubitali la stampa locale ha scatenato il panico: Reggio sommersa dai rifiuti fino a Natale! Giusto lanciare l’allarme, meno corretto è buttare benzina sul fuoco, non mettere un punto interrogativo, dare per scontato che andiamo incontro ad una catastrofe igienico-sanitaria”. Lo smarrimento del vicesindaco, già da queste prime battute, è, purtroppo, inconfutabile. Ha, infatti, commentato qualcosa senza (speriamo per lui) essere a conoscenza che a “buttare benzina sul fuoco” aprendo la strada al destino segnato da “una catastrofe igienico-sanitaria” è stato il “pupo” che lo ha nominato. E’ stato il “pupo” a piagnucolare, con il malcelato intento di crearsi un alibi e scappare a gambe levate dalle sue colpe. Lo ha fatto lamentando la discesa agli inferi di un disastro annunciato dalla decisione del TAR che ha accolto il ricorso di “Ecologia oggi”. Il professor Perna, con un realismo meritevole di ben altre scenografie e sceneggiature, ha ammesso con candore, come se fosse qualcosa di ineluttabile in una lingua di terra amministrata da Giuseppe Falcomatà, che: “è vero, ci sono i topi che impazzano in tutta la città, è vero che la situazione rifiuti è insostenibile”, però, cosa pretendete voi plebei? “Il sindaco stesso con onestà intellettuale l’ha riconosciuto chiedendo scusa alla città”: è accettabile che voi, appartenenti al volgo, siate così ingrati e insensibili? Come fate a non capire (i profeti della Sinistra lo perdonino) che “il disastro è colpa del modus operandi del sistema giuridico nel nostro Paese? Ed il numero 2 del Primo Cittadino spiega nello specifico la ragione dello scandalo che lo ha sconvolto: “Il TAR si pronuncerà nel merito solo il 15 dicembre. Mi domando: dove vivono i magistrati amministrativi che si sono presi più di due mesi per decidere? Si rendono conto del danno che hanno recato alla città?” Oh mio Dio: non ci faccia prostrare per la vergogna, professore: davvero sono questi i tempi della Giustizia in Italia? Davvero una certa Sinistra, senza programmi ma con raffinatissime strategie implacabili, fa finta di non sapere che da decenni è ingrassata affidando ad una parte della magistratura la funzione di regolare ogni ambito della vita democratica fino a rimanere ostaggio del suo stesso inganno perpetrato ai danni degli italiani? Come si sono accorti a loro spese, sia detto con tutto il rispetto per il docente universitario, personaggi ben più prestigiosi, tra loro anche leader nazionali del centrosinistra, che nel tempo hanno abbozzato tentativi di ripristinare una corretta gerarchia istituzionale, ma venendo sempre fermati impietosamente con le buone o, più spesso, con le cattive. Ma la realtà aspra, in questo caso, dice ben altro. Perché se il Comune di Reggio Calabria non si trova nelle condizioni di operare è perché, nel lungo periodo durante il quale avrebbe dovuto assumere decisioni efficaci per risolvere il dramma dei rifiuti, ha inanellato una serie interminabile di idiozie. Come osa, dunque, il vicesindaco definire “latrati di sciacalli” le doverose critiche avanzate da esponenti dell’opposizione che, in rappresentanza, loro sì, dei supplizi sofferti dai reggini, hanno condannato l’ennesimo delitto politico-amministrativo del branco di cialtroni maldestri rintanati in questa era lugubre a Palazzo San Giorgio?

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