Truffa allo Stato: nei guai 31 falsi braccianti agricoli e un imprenditore

Sarebbero state accertate 8.764 false giornate di lavoro agricolo

All’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria svolta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria per il contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre duecentomila euro, emesso dal Tribunale della città dello Stretto nei confronti di 31 presunti falsi braccianti agricoli e del titolare di una azienda presso la quale gli stessi sarebbero risultati, solo fittiziamente, assunti.

Le investigazioni, condotte dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Villa San Giovanni, hanno accertato come l’impresa, avente sede a Scilla, pur risultando attiva, di fatto non avrebbe mai operato. Attraverso la presentazione all’INPS della documentazione attestante i simulati rapporti lavorativi, i sospetti falsi braccianti agricoli (tra i quali vi erano diversi parenti del titolare stesso, moglie compresa) avrebbero ottenuto molteplici indebite erogazioni previdenziali, quali indennità di disoccupazione agricola, di malattia, di maternità, nonché i cosiddetti assegni familiari. Nel periodo oggetto d’indagine, intercorrente tra l’anno 2013 e l’anno 2016, sarebbero state accertate 8.764 false giornate di lavoro agricolo, che avrebbero generato, complessivamente, indebite erogazioni da parte dell’INPS pari a 210.996,41 euro. Nei confronti dei falsi braccianti agricoli e dell’imprenditore, indagati per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie presso istituti di credito (conti correnti e depositi bancari intestati agli indagati), 13 immobili (tra terreni e fabbricati) e 12 autoveicoli, per un valore pari alle indebite erogazioni percepite.

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