Troppa acqua piovana ubriaca

La pioggia abbattutasi per qualche ora ha disastrato tutto quello che poteva

Quando si intraprende un percorso è fondamentale, per raggiungere l’approdo conclusivo, che esso sia sgombro da ostacoli di qualsiasi natura. E’ stata questa la sfortuna in cui è incappato Giuseppe Falcomatà che, nella circostanza, non ha fatto nemmeno in tempo a vantarsi di meriti invisibili al resto del mondo, ma continuamente girovaganti nel labirinto oscuro della sua fervida immaginazione.

Assiso sullo scranno più prestigioso dell’Aula intitolata al compianto Pietro Battaglia, il sindaco di Reggio Calabria si è sbizzarrito nella narrazione di una favola ambientata in una città che, pur colpita da una quantità di acqua tale da entrare nella storia, a differenza di quanto accaduto in passato, non aveva subito alcun disagio di rilievo. Smottamenti, dissesto idrogeologico, caditoie ostruite: tutti lugubri ricordi da ripiegare nel cassetto degli eventi da dimenticare. Roba che può preoccupare altri, non il Primo Cittadino di Reggio Calabria alloggiato sul trespolo del suo 78° (SETTANTOTTESIMO) posto della classifica stilata da “Italia Oggi”. E, infatti, siccome le bugie, quando portano la firma di Falcomatà, si presentano già senza gambe, a strettissimo giro di posta è arrivata la risposta rigorosa della Verità sotto forma di Natura: la pioggia abbattutasi per qualche ora ha disastrato tutto quello che poteva e lo ha fatto per la cronica inabilità delle Amministrazioni Falcomatà a garantire una manutenzione ordinaria, appena sufficiente a far includere Reggio Calabria una città appartenente alla sfera civilizzata del pianeta. La linea di arrivo di “quel percorso che si sta delineando” è lontana anni luce, ma gli esperti garantiscono che, ubriacandosi con l’acqua piovana, sembra sia sotto gli occhi.

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