Tre persone colpite da antrace (carbonchio) ricoverate all’ospedale di Vibo Valentia

Tre persone sono ricoverate nel Reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Vibo Valentia in quanto colpite da infezione da antrace, meglio nota come carbonchio.

È quanto riporta il “Quotidiano del Sud”, che spiega che l’invenzione risalirebbe a 10 giorni addietro, anche se si sarebbe manifestata dopo una settimana d’incubazione.
I contagiati sarebbero il titolare di un allevamento dell’area di Spilinga e di due addetti di un macello privato di Mileto, venuti a contatto con la carne infetta.
Di seguito riportiamo, le spiegazioni dell’Istituto superiore di Sanità in riferimento all’antrace:
“L’antrace è un’infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis. L’antrace generalmente si manifesta come malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, ma può anche svilupparsi nell’uomo, per esposizione ad animali infetti, tessuti di animali infetti o inalazione di spore. Il termine deriva dal greco, che significa ‘carbone’, dal colore nero delle lesioni cutanee che si sviluppano nelle vittime di questa infezione. Un altro nome dell’antrace a localizzazione cutanea è, tra l’altro, ‘carbonchio’.
L’antrace si trova in tutto il mondo. È più comune nei paesi in via di sviluppo o in paesi senza programmi di prevenzione veterinaria. Certe regioni del mondo hanno un’incidenza più alta di antrace tra gli animali: America Centrale e Meridionale, Europa dell’Est, Africa, Caraibi e Medio Oriente. In Scozia sono stati registrati 14 casi con 7 morti, mentre in Germania un caso decesso.
A causa del potenziale rischio di inalazione del bacillo dell’antrace (fumando o sniffando eroina, il rischio potenziale di iniettarsi spore dello stesso bacillo per via endovenosa, per ingestione o per qualsiasi altra via parenterale d’assunzione) i Servizi Territoriali dovrebbero allertare i consumatori o potenziali consumatori che non esiste al riguardo una via sicura di assunzione di eroina. Il messaggio è, quindi, di evitarne per quanto possibile il consumo!”.

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