Trasferimento di anestesisti, “Liberamente”: “Battaglia unitaria per impedire un disegno indegno”

“La notizia inerente ai medici anestesisti di servizio presso l’ospedale ‘San Bruno’ che prenderanno servizio presso il presidio di Vibo, provoca un sentimento misto di rabbia e incredulità. 

Rabbia per l’ennesimo scippo che si aggiunge ai provvedimenti che da anni calpestano il diritto alla salute di migliaia di persone del comprensorio delle Serre. Incredulità per una decisione che porrebbe una ‘zona rossa’ senza alcun presidio di Pronto Soccorso, bensì un Punto di Pronto Intervento utile a parcheggiare l’unica ambulanza in servizio per tutta la zona montana”. Il movimento civico “Liberamente” sfoga la propria indignazione e annuncia battaglia.

“Convinti che la Sanità non abbia colori politici – spiega il gruppo guidato da Alfredo Barillari – ci uniamo all’appello lanciato dal commissario prefettizio Guerra e ribadiamo con forza la centralità di Serra nella lotta ad un’emergenza che va combattuta con mosse ponderate ed efficaci. È evidente che chi ha fatto o starà pensando di fare questa scelta si renderà consapevolmente responsabile della vita di migliaia di cittadini. Perché è evidente che le potenziali emergenze, non sono solo quelle legate al Covid-19, possano essere tante e tali da non consentire ad un infartuato, alla vittima di un grave sinistro, ad un paziente in crisi respiratoria di affrontare, sempre che sia disponibile l’unica ambulanza, un tragitto dissestato di almeno 45 minuti (per non dire del doppio per chi proviene da altri comuni del comprensorio)”. 

“Liberamente” promette di andare avanti ad oltranza con l’attività di contestazione del provvedimento: “non possiamo stare inerti a guardare questa mostruosità proprio ora che tutte le strutture sanitarie vengono potenziate e che si assumono medici ed operatori sanitari senza sottostare alle lungaggini burocratiche. Per questi motivi, mettiamo a disposizione tutte le nostre forze per ogni iniziativa unitaria ed utile ad impedire che si vada avanti con questo indegno disegno”.

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