Trapiantato ad un 55enne il rene espiantato al serrese Giorgio Caruso: quando la generosità non ha confini

Trovare la forza, la lucidità, il coraggio di compiere un gesto estremamente generoso in un momento in cui la mente è offuscata dal dolore. Non semplice, soprattutto in un frangente storico condizionato dall’individualismo dilagante, dall’ossessivo concetto di inseguimento del denaro e svuotato dei veri valori. Eppure, ancora oggi, c’è chi riesce a guardare al di là dei propri interessi pensando non a ciò che si può ottenere dalla società ma a come può dare un valido contributo ad essa.

Un esempio di umanità lo hanno dato i parenti di Giorgio Caruso, 72enne di origini serresi deceduto a Catanzaro in seguito ad una emorragia celebrale. I familiari (come da sua volontà) hanno acconsentito all’espianto di reni, fegato e cornea nella speranza di poter essere d’aiuto a chi aveva bisogno di un autentico “miracolo”. Una volontà chiara, concreta e decisa che ha restituito il sorriso ad un 55enne di Mesoraca, in dialisi da un anno, al quale il 20 agosto è stato eseguito il trapianto di rene dall’equipe epatobiliopancreatica dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza. In particolare, l’intervento è andato a buon fine grazie alle competenze dei chirurghi Sebastiano Vaccarisi e Vincenzo Pellegrino che hanno agito in sinergia con le equipe di Anestesia e Nefrologia e con gli infermieri strumentisti del nuovo blocco operatorio “Antonio Petrassi”. Il paziente sta bene, ha ripreso la diuresi spontanea e farà presto ritorno a casa.
Un messaggio di altruismo, dunque, quello proveniente dalla famiglia serrese, che deve far riflettere sul senso della vita e sul modo di approcciarsi al prossimo: ciò che conta sono le azioni, non le parole o le intenzioni non seguite da fatti. Nessuna contropartita in cambio: solo la soddisfazione di sapere di aver ridotto o cancellato i sacrifici di una persona sfortunata.

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