Tassone chiude la campagna elettorale a Serra: “La mia è stata una scelta giusta, il territorio ha bisogno di avere voce”

La strada è irta e carica di decisioni sofferte, ma attentamente valutate. Perché nel suo percorso Luigi Tassone ha vissuto diverse esperienze superando stagioni diverse che sono sfociate nella situazione attuale. Da sempre nel campo del centrosinistra, è stato sindaco di Serra San Bruno, incarico poi lasciato per la candidatura (con relativo successo) alle scorse elezioni regionali. La scomparsa della presidente Jole Santelli ha avuto fra le sue conseguenze quella del ritorno anticipato alle urne e nuovi bivi da affrontare. Storia nella storia, infatti, è la divisione delle strade con il già deputato Bruno Censore (che oggi corre al fianco di Mario Oliverio), mai comunque espressamente nominato nel comizio di chiusura di piazza Azaria Tedeschi. A Serra San Bruno, sfidando le inclementi condizioni climatiche, Tassone ha voluto concludere la sua campagna elettorale, con al fianco compagni di viaggio che lo stanno sostenendo in questa competizione. A cominciare dal segretario provinciale del Pd Enzo Insardà che ha asserito che “il voto è l’unico sistema democratico di rivoluzione” che offre “una possibilità di rinnovamento serio” per poi sottolineare “due virtù” del giovane consigliere uscente: “la coerenza e lo spirito di appartenenza” che si pongono all’opposto di “trasversalismo e cambi di casacca che non fanno mai bene”.

Il veterano Vincenzo Damiani ha tratteggiato un cammino fatto di “tante battaglie e tante vittorie insieme” rimarcando che “Luigi ha amministrato bene Serra” e che ora “dobbiamo riappropriarci del Pd che è il motore del centrosinistra”. “Noi – ha affermato – ci siamo tutti i giorni sul territorio a differenza di chi in questi giorni è passato da qui solo per chiedere il voto”.

Emozionato ed ansioso di argomentare le proprie ragioni, Tassone ha esordito rivendicando la sua “scelta giusta” che “ha solo carattere politico” e specificando che “ho deciso di continuare a militare in questo partito e di ricandidarmi a consigliere regionale”. Una “scelta non facile, ma ragionata” effettuata all’alba di “una campagna elettorale lunga è stancante nella quale ho registrato un consenso crescente”. Riferimento inequivocabile, seppur mancante del nominativo di chi adesso è avversario e concorrente. “La mia – ha evidenziato ancora Tassone – è una candidatura forte, concreta e ben radicata nella provincia di Vibo. Chiedo il voto come figlio di Serra San Bruno: qui sono nato e cresciuto, qui mi confronto con voi e posso guardare tutti negli occhi perché non ho mai promesso o millantato”.

Spazio anche alle priorità con particolare attenzione all’aspetto occupazionale: “dobbiamo pensare – ha sostenuto – ad un Piano straordinario per il lavoro e, in questo senso, la Regione si dovrà confrontare con il Ministero e le parti sociali”. In riferimento alla Sanità, ha rimarcato che “oltre a dire basta al commissariamento, si deve costruire un modello diverso perché manca la medicina territoriale” toccando anche la tematica dell’ospedale locale che rischia un ulteriore ridimensionamento poiché “a breve ci sarà il pensionamento di un chirurgo e non si è pensato di sostituirlo”. 

Altro argomento di spicco è la necessità di un nuovo approccio per fare turismo “collegando il territorio non solo dal punto di vista della viabilità ma anche con un percorso di Enogastronomia. 

In generale, “per dare voce al territorio serve una rappresentanza che abbia le idee chiare sulle esigenze della comunità” e non politici alla Spirlì che “è una persona rispettabilissima, ma ci regala solo selfie e ci dice cosa mangia la sera”. Non è mancato l’appello “al voto ponderato, utile” perché “ogni altro voto è un voto perso” dato che “la lista di Oliverio non raggiungerà il quorum” e “il Pd sarà il primo partito in Calabria”.

Un intervento che è valso i complimenti del coordinatore nazionale delle Agorà democratiche Nicola Oddati, che ha visto in Tassone “una maturità da veterano”. “Agli ideali – ha proseguito – bisogna accompagnare qualità e competenze. Occorre impedire lo spopolamento e creare opportunità di sviluppo e un consigliere regionale può rappresentare un punto di riferimento”. Poi un ragionamento rivolto ai serresi: “sarebbe incomprensibile non sostenere con un appoggio corale Luigi, che qui può sfondare i mille voti” e inoltre “si deve evitare che i voti vadano indirettamente alla destra, che perde consensi ovunque in Italia, e visto anche che la strana coppia Occhiuto-Spirlì non regge e Fratelli d’Italia si gira dall’altra parte”. “Al cospetto di questo centrodestra lacerato – ha aggiunto – noi abbiamo costruito una coalizione coesa con la candidatura alla Presidenza di prestigio anche morale di Amalia Bruni”. L’alternativa non può essere Luigi De Magistris che “è stato una catastrofe per Napoli, dove sono cresciuti il disagio, il degrado, la disoccupazione, la criminalità ed i debiti sono passati da 400 milioni a 3 miliardi di euro” e che “ha fatto disastri da magistrato in Calabria considerato che nessuna delle sue inchieste è andata a buon fine”.

Tanti i problemi, ma tante le opportunità che sfociano dal Pnnr e dai fondi europei che “possono consentire alla Calabria di abbandonare l’ultimo posto negli indicatori di servizio e di sviluppo” purché “ci sia una classe dirigente di qualità e autorevole”. La parte finale è stata riservata alle speranze: “abbiamo bisogno di una Calabria che si rimette in piedi e aiuta tutto il Mezzogiorno a crescere e abbiamo l’occasione di costruire il futuro di questo Paese e di modernizzarlo”.

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