Tassone-Censore, lo strappo è consumato: strade diverse alle prossime elezioni regionali

“Stiamo costruendo una valida alternativa sul territorio che vede in Nicola Irto una guida autorevole e lungimirante, che ha saputo con merito ritagliarsi il ruolo di leader giovane e credibile, in grado di rappresentare una speranza per tutti quei cittadini che sono rimasti delusi da una maggioranza impantanata in logiche politiche e che troppo spesso ci ha fatto compiere, come Regione e come comunità, magre figure”.

Passaggio apparentemente innocuo quello del consigliere regionale Luigi Tassone nel corpo di una nota di critica al centrodestra. Il punto è che qualunque frase in un momento estremamente delicato in cui a Serra San Bruno si rincorrono le voci su un presunto allontanamento fra l’ex sindaco e l’ex parlamentare Bruno Censore assume un significato particolare e fa cancellare con un colpo di spugna lo stesso aggettivo “presunto” sostituendolo con “certo”.

Il nascere di fazioni sostanzialmente contrapposte moltiplica la fuga di notizie, non più riservate ed ormai di pubblico dominio. 

La volontà di Censore è quella di riprovarci, di tornare in pista, di rimettersi di gioco. Da protagonista, non da regista oscurato. E sale la voglia di dimostrare il proprio peso a chi, alle scorse elezioni regionali, ha voluto usare il paravento del “rinnovamento” per sbattergli la porta in faccia. E lo sta rifacendo adesso, stavolta senza veli e senza scuse. Censore è evidentemente convinto di potersela giocare, anche in una lista diversa da quella che fa riferimento ai colori indossati per una vita. I fedelissimi ci sono, sono dalla sua parte, ma non tutti. Anzi. C’è chi ha preso altre strade, chi ha visto allentare il suo rapporto dal tempo e dagli eventi, chi ha voluto semplicemente “cambiare aria”.

E anche Tassone vuole dire la sua. Appoggiato dal partito che di fatto gli ha consegnato i galloni di nuovo “titolare”, desideroso di dare continuità al percorso avviato poco più di un anno addietro, sta costruendo una “squadra” che – è convinto – possa fargli vincere la partita. Forse sarebbe stato disposto anche a fare un passo indietro, ma solo con la certezza politica e matematica di una candidatura nel Pd di Censore. Eventualità che le vicende e le evoluzioni politiche hanno scartato.

È nato così un gelo fra i due, carico di amarezza. Perché al di là del rapporto politico, c’è (c’era?) un rapporto umano. Censore si concentra sul sostegno dato a quel “delfino” che adesso nuota in mare aperto “senza tutor” e che probabilmente ritiene essere stato rinnegato. Tassone guarda alle dimissioni da primo cittadino che gli sono costate un salto nel vuoto, inizialmente premiato e che ora reca troppi punti interrogativi. Dimissioni che nella città della Certosa hanno aperto le porte alle elezioni ed al sorpasso di Alfredo Barillari e di “Liberamente” con conseguenti lacerazioni locali.

Lo strappo è cosa fatta, la storia politica cambia. Perché la politica è fatta di uomini, con le loro passioni, le loro emozioni e le loro aspettative.

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