Tariffe aeree alle stelle, “Totale fallimento di Regione e Sacal”

È quanto dichiara la portavoce del Movimento 5 stelle alla Camera Federica Dieni

«Benvenuti in Calabria, una delle mete turistiche più esclusive al mondo. È di certo un claim paradossale, una pubblicità ingannevole, ma non troppo se si tiene conto dei prezzi imposti dalle compagnie aeree per far arrivare i passeggeri italiani e stranieri in Calabria. Praticamente, con gli stessi soldi, un qualsiasi turista europeo potrebbe permettersi voli intercontinentali di andata e ritorno. Eppure, i vertici della Regione Calabria e di Sacal fanno finta di niente, come se fosse tutto normale».

È quanto dichiara la portavoce del Movimento 5 stelle alla Camera Federica Dieni.
«Come rilevato da diversi organi di stampa – aggiunge la parlamentare –, i costi aerei per raggiungere i tre scali calabresi sono altissimi e ingiustificati, soprattutto nelle festività natalizie. Basti pensare che raggiungere Lamezia Terme da Bologna o Londra potrebbe costare più di mille euro. Non va meglio se la destinazione è Reggio Calabria: dalla Svizzera, ad esempio, potrebbero servire circa 1.500 euro, mentre dall’Italia si arriverebbe a mille. Discorso a parte per Crotone, dove non è previsto alcun volo per le festività di dicembre».
«Alla luce di questo desolante stato di cose – continua Dieni –, viene da chiedersi se la Regione e Sacal abbiano qualcosa da dichiarare in merito o, meglio, se abbiano l’intenzione di fare mea culpa e ammettere il totale fallimento delle loro strategie di sviluppo messe in atto negli ultimi anni».
«Malgrado la nascita della società di gestione unica e i presunti investimenti operati dalla Regione – spiega ancora la deputata 5 stelle –, la Calabria si trova infatti nelle stesse condizioni di qualche anno fa, per certi versi peggiorate. Questa regione continua a essere irraggiungibile, sia per i calabresi che hanno deciso di vivere e lavorare fuori, sia per tutti quei turisti che vorrebbero approfittare della pausa natalizia per visitare le meraviglie della nostra terra».
«E invece – conclude Dieni –, il paradosso è che la Calabria è ancora oggi una meta per soli ricchi, nonostante sia una delle regioni più povere d’Europa. Qualcuno, insomma, dovrebbe avere il coraggio di chiedere scusa e ammettere il proprio fallimento».

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