Di confusione tanta, di propaganda ancora di più, di idee ferme e concrete veramente poche. È vero, i problemi che attanagliano le aree interne sono molti e complicati, le soluzioni per risolverli su due piedi non ce le ha né ce le può avere nessuno: diversamente sarebbero già state adottate. Soprattutto: chi si candida, magari animato da buone intenzioni, quelle criticità vorrebbe risolvere per davvero, ma se ci sono, se esistono e insistono, non si può unicamente gettare la croce addosso a chi c’è adesso, c’era 5, 10 o 20 anni fa. Che forse qualcosa di positivo – oltre ai tanto bersagliati errori (bersagliati spesso da chi è più bravo con la dattilografia che con la gestione della vita quotidiana) – l’ha anche fatto.
Il punto è un altro: bisognerebbe avere la consapevolezza e l’onestà intellettuale per ammettere che non ci sono giganti che svettano su tutto e tutti e che da questa situazione, forse, si può uscire rimboccandosi le maniche, lavorando di squadra, facendo seriamente il proprio lavoro, pensando – per dirla con John F. Kennedy – a cosa si può dare al proprio paese e non solo a cosa il proprio paese può dare a noi. Soffermandosi sui doveri, oltre che sui diritti (che, per carità, vanno sempre rivendicati riconoscendo il merito a chi li rivendica già con forza); su ciò che si deve fare, oltre che sullo stipendio; sulla responsabilità verso la comunità, oltre che sulla responsabilità che la comunità ha verso il singolo.
La campagna elettorale aiuterà ad approfondire argomenti delicati, finora però più che sostanza si è vista tanta schiuma. E allora cerchiamo di fare chiarezza, autochiamandoci come “Il Meridio” alle nostre responsabilità.
La prima delle quali è essere leali con i nostri lettori, quindi diciamolo esplicitamente: la redazione de “Il Meridio” non auspica la vittoria di una specifica lista, non parteggerà per nessuno, cercherà di mantenere equidistanza e sobrietà. Semmai auspica che a vincere siano i cittadini, scegliendo non il “candidato parente/amico” ma il “candidato che vale”.
La seconda, a proposito di sobrietà, è di selezionare accuratamente le notizie/informazioni. Saremo netti, a costo di perdere visualizzazioni: non riprenderemo a prescindere reels su Instagram di Alfredo Barillari, video su Facebook di Valeria Giancotti, note mascherate da lettere aperte di Vincenzo Damiani, altri sistemi pubblicitari di un’eventuale quarta lista. Lo faremo esclusivamente in caso di contenuti di reale interesse pubblico, perché spesso l’interesse (elettorale) riscontrato è solo di chi propone la propria versione. Il nostro contributo al dibattito vuole essere di serietà, di qualità, di lucidità.
Altro chiarimento: chi scrive su queste colonne non risponde a nessuno se non alla propria coscienza. Non riceviamo contributi nè altre forme di sostegno da nessuno. E non ne vogliamo, perché vogliamo restare liberi. Quindi, cari candidati, non vi offendete se non pubblicheremo a tamburo battente le vostre note: voi avete un compito, noi un altro. Che non è quello di tentare di abbattere chi è al potere, nè di lodarlo; non è sbandierare mancanze senza verificare il fattibile con le risorse a disposizione, nè esaltare a senso unico il territorio. Il nostro ruolo non è fare controinformazione, nè vestirci da promoter. Il nostro ruolo è descrivere ed interpretare la verità che vediamo. Con i nostri occhi, con le nostre convinzioni, con la nostra coscienza. Non svolgiamo questa attività per denaro, se così fosse a quest’ora saremmo morti di fame. Lo facciamo per passione. Chi lo capirà e lo apprezzerà potrà continuare a leggere i nostri contenuti, per chi non lo gradirà basterà scorrere oltre.