Suppletive, il centrodestra mette in campo la sua macchina: Roscioli per fermare i sabotatori

Il valore politico insito nelle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre a Reggio Calabria e nei 71 Comuni della Città Metropolitana è oscuro solo a chi ha scarsa dimestichezza con la politica in tutte le sue varianti.

Lo si è colto, tra le altre occasioni di questa veloce campagna, nel tardo pomeriggio di sabato, dentro la Sala “F. Monteleone” di Palazzo Campanella, dove erano stipate centinaia di persone, tra militanti, simpatizzanti, esponenti delle istituzioni. Organizzata da Fratelli d’Italia, ospite Giovanni Donzelli, esponente apicale della struttura di vertice del partito, ha visto alternarsi al microfono i rappresentanti di tutte le anime del centrodestra. Al centro dell’attenzione, naturalmente, il candidato Fabio Roscioli, l’avvocato Tesoriere nazionale di Forza Italia che il sindaco Francesco Cannizzaro, Segretario regionale degli “azzurri”, e il presidente della Regione Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale, hanno avuto l’idea di mandare a Montecitorio, in sostituzione del Primo Cittadino reggino, per riempire una casella dalla funzionalità essenziale per assicurare al territorio metropolitano quel trasferimento di finanziamenti arenati a Roma.

Dello spessore proprio della competizione, non per nulla, ha messo in evidenza i suoi caratteri strategici un uomo che della politica, quella vera, di governo e di visione, di responsabilità e di realismo, ha fatto un elemento distintivo: Peppe Scopelliti. L’ex presidente della Regione è consapevole che solo una macchina collaudata come quella messa in strada dal centrodestra conosce i modi, decisivi, per interfacciarsi con l’elettorato e coglierne le esigenze. Un pilastro robusto quando i favori del pronostico non devono essere premianti sulla prudenza, che non è mai troppa quando le facili certezze si insinuano nei pensieri e nei conseguenti comportamenti.

La tenzone nei seggi è, per motivi diversi, oggetto di attenzione da parte degli italiani e, dunque, il centrodestra, ha raccomandato Scopelliti, non ha altro da fare se non offrire al popolo il buongoverno che i cittadini stanno avendo modo di apprezzare anche in questa fase storica, grazie al sindaco Cannizzaro e al presidente della Regione Occhiuto. Nessun artificio retorico, solo pragmatismo e fatti squadernati davanti alla platea dei votanti che non si lascerà trarre in inganno dai sabotatori ansiosi di sabotare questo percorso virtuoso che, al contrario, merita di essere ulteriormente blindato.

La due giorni è stata, peraltro, ha ricordato lo storico leader della destra, un perfetto trampolino di lancio per le Politiche del prossimo anno, decisive perché sceglieranno Deputati e Senatori che saranno i Grandi Elettori del Presidente della Repubblica nel 2029 quando, ha auspicato Scopelliti: “Potremo avere un Capo dello Stato di centrodestra”.

Le condizioni perché la coalizione, forte della sua unità, ottenga un risultato lusinghiero ci sono tutte e Roscioli, attore protagonista, ne è perfettamente conscio. Sono le condizioni di base: aver dimostrato capacità e competenza, diretta emanazione di una visione politica che, come sta concretizzando Occhiuto, diventa gestione attenta e creativa della sanità e attrazione di investimenti in tutta la Calabria, infatti, vista con occhi diversi dal resto del Paese.

L’avvocato ha avuto anche l’opportunità di insistere su un concetto che qualche osservatore in malafede finge di non saper mandare a memoria: mai si è venduto come un reggino e mai Cannizzaro e Occhiuto lo hanno rappresentato come una macchietta. Armato del suo status professionale, del suo importante curriculum, ha raccolto con onore la richiesta formulatagli dal sindaco e dal presidente della Regione di essere per qualche mese il portatore degli interessi di Reggio Calabria e dei 71 Comuni compresi nel Collegio. Questa è la verità da esibire agli elettori sui quali grava la responsabilità di proseguire sulla strada imboccata grazie a una filiera istituzionale che parte da Strasburgo con destinazione la riva calabrese dello Stretto: nulla di più, nulla di meno.

Quello della credibilità è un tema assai caro al sindaco Cannizzaro, che conosce a menadito i tasti da pigiare per alzare il volume dell’entusiasmo. I suoi sono crescendo impetuosi. Sabato, per esempio, ha acceso la miccia constatando che la Regione ha guadagnato in autorevolezza grazie al lavoro del suo presidente. Quella medesima operazione che lui ha approntato a Palazzo San Giorgio e Palazzo Alvaro nel momento stesso in cui vi ha messo piede, perché di tempo da perdere, dopo quello imperdonabilmente divorato dai suoi predecessori nei rispettivi enti, Reggio non può più boccheggiare.

Quando il ritmo dei battiti deve aumentare, gli riesce naturale mettere nel mirino le “mele marce” del grande albero del centrodestra che, per la sua somma felicità, cadendo evitano di rovinare la bellezza e la forza dell’arbusto. “Mele marce” che, ha reso manifesto sabato, sono state attratte diabolicamente in un’operazione orchestrata da chi, già nel 2020, con la sua sola presenza, ha danneggiato Reggio Calabria: Nino Minicuci, quel candidato con il quale il centrodestra non avrebbe avuto la forza di imporsi nemmeno nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio di un istituto scolastico di Melito Porto Salvo. Così come fa sorridere Cannizzaro immaginare di avere come avversario qualcuno che sproloquia di prendersi Reggio — il riferimento è al Responsabile regionale di Futuro Nazionale — mentre è ancora alla ricerca affannosa di trovare la formula per vincere nella sua cittadina, Lamezia Terme, dove i soli risultati conseguiti sono caduti da quel famoso grande albero del centrodestra. E gli riesce facile, alla luce dell’ininterrotta serie di sconfitte cocenti a cui il centrosinistra ha fatto il callo, spostando la mira sull’ennesimo agnello sacrificale destinato a soccombere. Inutile girarci attorno, e il sindaco di Reggio Calabria, infatti, non lo nasconde: chi vota per Roscioli vota per Cannizzaro. Vota contro gli sciacalli che non hanno da banchettare se i risultati della città non sono quelli a cui gli ex inquilini di Palazzo San Giorgio e Palazzo Alvaro avevano abituato.

Una strategia, quella di Cannizzaro, che, come noto, è perfettamente sovrapponibile a quella di Occhiuto. Il Capo della Giunta regionale batte forte sul tasto della praticità: Roscioli ha la possibilità di incidere sul territorio anche in un brevissimo arco temporale ed è il candidato migliore per essere ancora più autorevoli agli occhi di ministri e imprese disponibili a stanziare risorse finanziarie. Investire su Reggio e la Calabria, così come è stato un investimento affidarsi al Tesoriere nazionale di Forza Italia per mettere la città più grande della regione al centro dell’attenzione nazionale. E gli effetti dell’operazione politica ci sono tutti: Reggio sta facendo parlare di sé tutta Italia. E lo sta facendo conducendo una battaglia politica che ha messo al centro i bisogni e il futuro del territorio metropolitano, perché è così che si vince: non mettendosi nelle mani di mercenari e traditori.

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