Il centrodestra di Reggio Calabria, in tutte le sue componenti, in tutta la sua massiccia coesione, ha messo nel mirino due giorni del calendario, due giorni da cerchiare in amaranto: 27 e 28 settembre.
Sono i due giorni che il Ministero dell’Interno ha fissato per la celebrazione delle suppletive per il Collegio O5 della Camera dei Deputati. Il suo titolare, Francesco Cannizzaro, nelle more del mandato parlamentare, si è proposto al popolo che, con una moltitudine di consensi, lo ha voluto come Primo Cittadino della porzione calabrese dello Stretto, rendendo dunque vacante il seggio.
Un vuoto che avrebbe potuto anche non essere riempito, se il sindaco avesse deciso di dimettersi con una tempistica dilatoria. Ma altro era il volere. Perché è di altro che Reggio Calabria e il territorio interessato dalla competizione elettorale hanno un bisogno urgente: mantenere in tensione permanente il filo di buongoverno che da Bruxelles e Strasburgo si dipana fino a Reggio Calabria.
Ed è questa la fonte del ragionamento che, come illustrato in una tracimante sala “Federica Monteleone” di Palazzo Campanella, è sfociato nell’offerta della candidatura all’avvocato Fabio Roscioli, amministratore unico di Forza Italia dal 2023. Un’offerta accettata dopo poche ore di legittime perplessità.
A concepirla, la coppia Cannizzaro-Occhiuto che, muovendosi all’unisono, ha trovato il conforto convinto dei vertici nazionali di tutti i partiti della coalizione.
Non è un caso che stamane fossero rappresentati ai massimi livelli locali: dal sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, a Giuseppe Mattiani, consigliere regionale e commissario provinciale della Lega; da Salvatore Bulzomì, segretario regionale UDC, a Pino Galati, coordinatore regionale di Noi Moderati.
Il messaggio che è stato lanciato con vigore e trasparenza è uno: il centrodestra rivendica per la città un posto nel teatro della politica nazionale.
Una Reggio protagonista, per la quale anche l’avvocato Roscioli ha la piena consapevolezza di doversi spendere.
Emozionato, per sua stessa ammissione, dalla platea immensa che si spalancava sotto i suoi occhi, ha raccontato con candore come è nata la sua candidatura: nessun retroscena, nessun retropensiero.
Da anni Roscioli nutre ammirazione per il sindaco Cannizzaro e per il presidente della Regione, soprattutto per il loro viscerale legame con Reggio e con la Calabria. Un legame reso manifesto dalla determinazione con cui entrambi hanno lasciato i comodi scranni di Montecitorio per assumersi sulle spalle il destino della terra d’origine, con la prospettiva, per Cannizzaro, che si spalancassero anche le porte del Governo.
Per questo non ha faticato a indossare i panni di chi, in questa breve fase conclusiva della legislatura, si adopererà per dare esecuzione alla strategia delineata dai due leader.
Conoscono bene ciò di cui l’area coperta dal Collegio ha necessità e lui darà una mano affinché, nel corso di questo corto tratto di strada, si realizzi la strategia progettata per una Calabria che, con questa mossa, ha dimostrato di non essere chiusa.
Cannizzaro e Occhiuto sono dirigenti nazionali del partito e hanno un filo diretto e strettissimo con le stanze dei bottoni romane. Hanno dunque ritenuto molto più utile individuare una figura come Roscioli, già addentro ai meccanismi dei Palazzi.
L’alternativa, poco allettante, sarebbe stata quella di affidarsi a qualcuno che avrebbe impiegato i pochi mesi rimasti prima dello scioglimento delle Camere per trovare interlocutori e luoghi adatti alle esigenze della collettività.
Quelle stesse esigenze che Occhiuto si sta impegnando a soddisfare per allontanare la Calabria, di cui è presidente, dagli ultimi posti delle classifiche nazionali.
E i dati certificano, con modalità inoppugnabili, una direzione precisa. Che siano quelli forniti da Bankitalia, che siano quelli relativi ai flussi turistici, il quadro restituito procede nella medesima direzione: quella di un’evoluzione costante che non è possibile confutare nemmeno da parte dei traditori e mercenari messi alla berlina dal vicesegretario nazionale di Forza Italia.
Per loro niente più diritto d’asilo nel centrodestra.
Testo e musica di Roberto Occhiuto.
In un clima simile, allora, non chiedete a Cannizzaro di fare sconti a chicchessia.
Malcapitati i poveri sventurati che alzano il ditino a sproposito, bucando tempi e argomenti.
È questo il caso di tal Mantegna, che i bene informati raccontano essere un consigliere metropolitano del centrosinistra.
Il sindaco di Reggio Calabria ha infiammato la sala stracolma ricostruendo che Mantegna, su mandato diretto del suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, ha lamentato la fretta di indire le elezioni per il rinnovo del Consiglio Metropolitano nella prima data utile a luglio, salvo poi non rendere l’ente pienamente operativo.
Cannizzaro gli ha pubblicamente spiegato che ad avere fretta di sbarazzarsi dei vecchi inquilini di Palazzo Alvaro non era lui, ma l’opinione pubblica, che ha provato sulla propria pelle le ripercussioni di dodici anni di flagelli.
“Un servo politico”, lo ha definito il Primo Cittadino, anticipando che da domani si cambia registro.
Nessuna mediazione sarà più possibile con chi elemosina dietro la porta, lamentando di essere emarginato dalla propria parte politica, salvo poi cambiare velocemente pelle per fare da ventriloquo a chi, come Irto, nessuno ricorda abbia mai prodotto un risultato degno di nota per Reggio Calabria.
Chiusa la parentesi, Cannizzaro è ripiombato sulla motivazione alla base della presentazione dell’avvocato Roscioli nel Collegio O5: l’occorrenza di avere a Roma, anche in questo arco temporale limitato, un punto di riferimento certo che, già in partenza, pratichi con familiarità Camere e Ministeri.
Centocinquanta milioni di euro sono stati bloccati dall’inerzia amministrativa di chi ha indegnamente amministrato nella dozzina di anni precedenti.
Parte di quelle risorse è già stata smobilizzata. Per rendere completo il lavoro, una figura come Roscioli è indispensabile.
Reggio Calabria e la sua provincia, una volta partita la corsa del riscatto, non godono del lusso di poter rifiatare. Nemmeno per un semestre o giù di lì.
Una macchina organizzata, quella messa in pista dal centrodestra, perché — ha decifrato il Primo Cittadino dal palco — sa come risolvere i problemi quotidiani con perseveranza.
Un paio di stoccate sono state riservate a Benedetto, candidato del centrosinistra, al quale è stato chiarito che, in occasione delle elezioni politiche, non esistono liste a supporto, come invece aveva riferito urbi et orbi.
A supportarlo, solo un’accozzaglia di liste che, da quanto si apprende, non sarebbero nemmeno caratterizzate da unità d’intenti, se si pensa ai risentimenti, anche personali, che ne stanno accompagnando il cammino in campagna elettorale.
Un’insofferenza, un moto di ribellione che lasciano presagire quanto tumultuosi siano i rapporti interni al PD.
E il fuoco di fila di Cannizzaro non ha risparmiato nemmeno il Movimento 5 Stelle.
Un pentastellato, pur non essendo granché avvertibile sul suolo reggino, ha piagnucolato che Roscioli sarebbe un forestiero.
Il pentastellato medesimo, gli ha rimembrato il sindaco, è lo stesso partito che, all’ultimo giro delle Politiche, ha spedito a Montecitorio direttamente dalla Calabria il napoletano Federico Cafiero De Raho.
Tanto per intenderci: quel procuratore della Repubblica che disse di non potersi permettere nemmeno una partita a tennis al Circolo “Polimeni” perché, sia mai, chissà quali mani avrebbe corso il rischio di stringere.
Opportuno precisare che il magistrato campano è solo l’ultimo di una lunga serie di “forestieri” calati dall’alto e approdati in Parlamento dalle lande calabre: da Rosy Bindi in poi, l’elenco è nutrito assai.
A questo elenco il centrodestra, invece, ha contrapposto l’ambizione appassionata di avvalersi di un ulteriore prezioso tassello per proiettare Reggio Calabria nel Terzo Millennio.