Successo a Mongiana per la “Notte bianca della biodiversità”

*di Bruno Vellone – Un cielo nero come il petrolio, quiete notturna e brevi piogge estive. Ci sono stati tutti gli ingredienti, miscelati nelle giuste dosi, a rendere unica l’esperienza  di un nutrito gruppo di persone di partecipare alle iniziative della “Notte Bianca della Biodiversità” che si sono svolte nel Centro visite “Villa Vittoria” del Reparto Carabinieri Biodiversità di Mongiana e nella circostante Riserva naturale statale “Cropani Micone”. 

La manifestazione fa parte del programma nazionale “Notte Bianca della Biodiversità”, voluta dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Roma e dedicata alla scoperta delle Riserve naturali e delle specie animali notturne all’interno dei 28 Reparti Carabinieri Biodiversità. A Mongiana, nello splendido scenario del Centro visite “Villa Vittoria”, aperto straordinariamente in orario serale, i partecipanti hanno goduto di una tranquilla passeggiata esplorativa “tra le stelle” e lungo i sentieri, per momenti di osservazione e di riflessione. Preziosa la partecipazione del Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria. Il suo responsabile scientifico, la professoressa Angela Misiano, ha inserito l’attività di Mongiana nel progettorelativo alla qualificazione e il rafforzamento dell’offerta culturale presente in Calabria – annualità 2019. È stato quindi possibile osservare, a occhio nudo, il fantastico cielo delle Serre Calabre e con l’ausilio del laser, andare alla ricerca dei pianeti e delle principali stelle e costellazioni estive. La passione e competenza del dottor Rosario Borrello, coadiuvato dalla dottoressa Miriam Morano, hanno permesso, ai temerari visitatori che hanno sfidato le condizioni meteo non favorevoli, di fare un viaggio, occhi al cielo, nello scenario astronomico che ci sovrasta, tra le stelle e le leggende ad esse collegate: miti e personaggi di diverse civiltà, con particolare riferimento alla cultura greca. L’attività osservativa è stata supportata da una presentazione al computer sul cielo estivo. L’iniziativa ricade all’interno della Terza edizione del Festival calabrese dell’Astronomia: “Sulla via dei Greci di Calabria a riveder le stelle”, il cielo come laboratorio di didattica, divulgazione, conservazione, recupero, conoscenza dei valori ambientali, culturali e paesaggistici della Calabria. Ognuno, nella serata, ha adottato, con senso di responsabilità, tutti gli accorgimenti previsti dalle prescrizioni anti Covid-19. Ci si è mossi, per lo più, in ampi spazi aperti, cercando di scoprire aspetti e cogliere suggestioni di un ambiente naturale che non siamo più abituati a percepire, storditi dai ronzii di una vita frenetica, ipnotizzati dalle luci di schermi vari e dei telefonini, sempre dietro a storie virtuali da seguire o esibire online, ed è difficile riabituarci a usare anche i nostri sensi sopiti, ad ascoltare il silenzio,…. dal quale poi affiorano le voci della notte, i versi degli animali, il gorgoglio di sorgenti lontane, lo stormire delle fronde, i profumi della terra e le emozioni del ritorno alla natura. La successiva passeggiata lungo il primo tratto della fiumara Allaro, con la minaccia di temporali incombenti, non ha permesso le previste soste alla scoperta di altre piccole vite notturne, invisibili. Siamo riusciti, però, a raggiungere la meta e radunarci intorno al grande falò nell’area circostante il laghetto Sambuco,  ad immaginare invisibili presenze di animali notturni. Nel saluto finale, il comandate del Reparto Carabinieri Biodiversità di Mongiana, colonnello Angelo Daraio, soddisfatto per la riuscita della manifestazione, ha offerto la disponibilità della struttura per il ripetersi di altre iniziative ed attività di divulgazione, propedeutiche alla conoscenza, difesa e conservazione delle aree protette e dell’ambiente in generale, attività tra le più preziose dei Carabinieri Forestali. Rientrando, poi, a “Villa Vittoria”, ancora qualche sguardo in alto, provando a riconoscere il cielo infinitamente grande che ci sovrasta e renderci conto che siamo solo una piccola parte dell’universo, siamo inseriti in un preciso mondo di interrelazioni e che, come diceva Albert Einstein “Le cose sono unite da legami invisibili: non si può cogliere un fiore senza turbare una stella”. 

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