Spirlì considera il DPCM sul periodo natalizio “un atto quasi criminale”

"Un Natale così duro e difficile forse l'Italia non se lo merita"

“Chiudere i territori e le attività produttive come la ristorazione nelle tre giornate in cui la massima solidarietà e il senso di affratellamento trovano coronamento, e decidere già da oggi che in quei giorni non ci si debba spostare nemmeno di poco, lo trovo un atto quasi criminale”. E’ il commento del il presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì alle misure contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in vigore da oggi 4 dicembre.

“Vuol dire – a giudizio di Spirlì – che vogliamo fare abbassare definitivamente le saracinesche ad attività in grado in quei periodi di fare un po’ di cassa. E’ la dimostrazione ormai acclarata di un Governo che non ascolta le Regioni e i territori e che soprattutto si chiude intorno a decisioni già prese, presentate poi in conferenza Stato-Regioni già blindate”.
Secondo quanto ritiene il presidente facente funzioni: “Il Governo è tetragono a qualsiasi disponibilità. Diventa inutile a questo punto continuare a far lavorare le Regioni, che sono il bastione sui territori, quando il Governo ha deciso in modo così ottuso. Un Natale così duro e difficile forse l’Italia non se lo merita. Però è già deciso e ci sembra quindi inutile pensare di poter avere con loro un confronto. Bisogna fare capire in tutti i modi che i territori, soprattutto i nostri, hanno delle esigenze che non sono solo quelle delle grandi città”.
Rispondendo ad un quesito relativo ai rapporti con Gino Strada, medico fondatore di Emergency attivo in Calabria per dare una mano nell’azione di contenimento della Covid-19, Spirlì ha risposto con sarcasmo: “Di strada ne faccio tanta ogni giorno: 130 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Mi basta quello”.

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