Spadola, attacco della minoranza: “Il bluff idrico completa il bilancio fallimentare di un anno di amministrazione”

“Un Consiglio in piazza trasformato in talk show a spese dei cittadini per cercare di nascondere notizie su Sorical e i meriti storici dell’Amministrazione Piromalli”. La minoranza non gradisce le modalità di esecuzione del civico consesso e sostiene che “il tanto sbandierato Consiglio comunale aperto in piazza, che nelle intenzioni dell’attuale maggioranza avrebbe dovuto celebrare i fasti e i presunti successi di un anno di gestione, si è rivelato un clamoroso autogol politico”. Una visione del tutto diversa da quella della controparte, insomma, perché il gruppo di opposizione ha “letteralmente smascherato la narrazione di un’Amministrazione che ha costruito il proprio consenso sulle illusioni, privando i cittadini di Spadola di risposte reali e concrete”.

La critica è insistente: “la scelta di portare il Consiglio comunale fuori dal palazzo municipale ha svelato la vera identità di questa Amministrazione: una compagine che preferisce lo spettacolo alla sostanza. Non si era mai visto prima, nella storia di Spadola, che si spendessero soldi pubblici per allestire un Consiglio comunale all’aperto, un lusso coreografico del tutto ingiustificato. L’evento – prosegue l’opposizione – è stato concepito come un vero e proprio talk show politico a uso e consumo della propaganda di maggioranza. A confermarlo è stata la rigida gestione dei tempi: appena cinque minuti concessi per ciascun intervento, un bavaglio cronometrato che sembrava la brutta copia dei ritmi televisivi del programma di Bruno Vespa. Un palcoscenico blindato per dire alla cittadinanza: ‘Simuliamo la partecipazione del popolo, ma alla fine decidiamo noi sui tempi, sulle modalità e su cosa si può parlare’”. Inoltre, “L’ordine del giorno è stato infatti rigidamente limitato alla sola questione idrica, vietando la discussione di qualsiasi altro tema cruciale per la comunità”.

Secondo il gruppo guidato dall’ex sindaco Cosimo Damiamo Piromalli “per mesi la maggioranza si è vantata di aver definitivamente risolto il problema idrico del paese, attribuendo il merito al fortuito ritrovamento di una perdita e assicurando la popolazione che Spadola fosse ormai totalmente indipendente e staccata dalla rete Sorical. La realtà emersa nel corso del pubblico Consiglio smentisce categoricamente questa narrazione”. Nello specifico, “dalle dichiarazioni ufficiali rese in assemblea è emerso che non è stata effettuata alcuna disdetta contrattuale con Sorical. Il servizio non è attivo semplicemente perché le saracinesche della conduttura sono state momentaneamente chiuse sia a monte che a valle. Una situazione di stallo tecnico che permette alla maggioranza di riaprire la mandata d’emergenza in qualsiasi momento, smentendo l’autonomia sbandierata ai quattro venti”. Per l’opposizione “messa alle strette, l’Amministrazione ha tentato di giustificare il mancato distacco formale sostenendo che un recesso anticipato comporterebbe una pesante ‘penale’”. Versione smentita dalla minoranza: “si tratta dell’ennesima notizia falsa, poiché nel contratto in essere non vi è alcuna menzione di sanzioni economiche legate al recesso anticipato”.

C’è poi “un cortocircuito politico e storico che rasenta il ridicolo”. L’odierna minoranza ricorda che “l’Amministrazione Piromalli, durante la propria legislatura – della quale, è bene ricordarlo alla memoria dei cittadini, faceva parte anche una buona fetta dell’attuale maggioranza –, aveva fatto del non utilizzo delle acque dell’acquedotto Alaco un fermo cavallo di battaglia. Per rimanere coerente con quella scelta e mantenere la parola data alla propria gente, l’Esecutivo Piromalli studiò e applicò soluzioni alternative concrete ed efficaci per evitare che Spadola rimanesse a secco durante i duri periodi di siccità. Se oggi il serbatoio comunale è pieno – aggiunge ‘Insieme per Spadola – il merito non è dei miracoli dell’ultima ora rivendicati da questa Amministrazione, ma del maestoso lavoro strutturale di rifacimento e cambio conduttura eseguito proprio dall’Amministrazione Piromalli. Parliamo di ben 1,4 chilometri di nuova tubazione posata per collegare località Talano a località Corvo (dove sorge il serbatoio), un’opera monumentale che ha permesso di azzerare le dispersioni e recuperare in quel solo tratto quasi 1,5 litri di acqua al secondo. Altro che meriti improvvisati”.

La rassegna di contestazioni è lunga: “nel catalogo dei grandi successi decantati dalla maggioranza spicca il celeberrimo ‘zampillo’ realizzato nella Villa comunale, un’opera talmente avveniristica che – ironia della sorte – ci si aspetta che da un momento all’altro il Comune venga contattato da alcuni ingegneri di Dubai per poterne carpire i segreti idraulici e replicarla negli Emirati Arabi.

Secondo la bizzarra spiegazione tecnica dell’Amministrazione, questa mirabolante fontanella fungerebbe da ‘sfogo del serbatoio’, un espediente indispensabile per evitare che l’acqua trabocchi, come se un semplice tubo, sormontato all’estremità da una boccia con cinque fori rudimentali, possa davvero rappresentare lo sfogo idraulico di un intero serbatoio comunale. Una pezza a colori spacciata per opera d’arte, che descrive perfettamente l’approssimazione strutturale di questa gestione”.

Passando ad altri argomenti, la minoranza asserisce che “al di là degli spettacoli in piazza e delle fontane miracolose, i cittadini attendevano risposte su dodici mesi di mandato. La risposta è un desolante nulla. L’azione amministrativa si sta caratterizzando unicamente per la perdita sistematica di finanziamenti pubblici e per i pesanti ritardi accumulati sui progetti ereditati dall’Amministrazione Piromalli. Un blocco dettato dal solo fine di mettere in cattiva luce l’operato dell’Esecutivo uscente, danneggiando però il paese”. A riprova delle proprie affermazioni, la minoranza porta “numeri non mentono:

Amministrazione Piromalli (Uscente): ben +9.500.000 € di fondi reali intercettati e portati nelle casse del comune negli anni di governo per garantire lo sviluppo e la progettualità strutturale del territorio;

attuale Amministrazione: un disastroso saldo di -1.150.000 €, frutto di finanziamenti persi a raffica e ritardi ingiustificabili al momento attuale”.

La conclusione è una sorta di sentenza di condanna: “la comunità di Spadola ha finalmente assistito alla caduta della maschera della trasparenza. I fatti hanno preso il posto delle parole e la cittadinanza ha ora gli elementi per valutare chi lavora per il futuro del paese e chi, invece, lo sta portando verso un pericoloso declino finanziario e democratico”.

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