Soriano, i Carabinieri cercano armi ma trovano 4 leoni di marmo e due anfore funebri del 1200: denunciato un 64enne [FOTO]

Nel corso della giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Soriano Calabro, unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno deferito in stato di libertà un 64enne originario di Soriano Calabro per il reato di ricettazione e di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

In particolare, i militari, mentre effettuavano una perquisizione domiciliare per la ricerca di armi nell’abitazione dell’uomo, dopo essere entrati all’interno di una rimessa nella sua materiale disponibilità, si sono accorti da subito di alcune imponenti e vistose statue in marmo bianco e rosa. I militari, increduli per quello che avevano appena rinvenuto tra pacchi e materiale di risulta di vario tipo, hanno interessato subito i Carabinieri del reparto specializzato dell’Arma, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di stanza a Cosenza, i quali hanno accertato che le statue marmoree in questione sono protette dal Codice dei Beni Culturali in ragione del loro valore storico, artistico ed ecclesiastico.

Nel dettaglio le opere d’arte individuate ritraggono: due statue in marmo rosa raffiguranti leoni stilofori zoomorfi; due statue in marmo bianco raffiguranti leoni; due vasi funerari con anse zoomorfe. Sul corpo dell’anfora, in bassorilievo, è raffigurata una scena con cavalli; due puttini verosimilmente appartenenti ad una base di altare ecclesiastico, in marmo bianco con base in marmo roseo.

NOTA ESPLICATIVA DEL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE

Le origini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale risalgono al 3 maggio 1969, allorché il Comando Generale dell’Arma, sulla base di una lungimirante intuizione del Capo di Stato Maggiore pro-tempore, Generale Arnaldo Ferrara, determinò di costituire, presso il Ministero della Pubblica Istruzione e d’intesa con questo, il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.

L’intendimento era quello di fronteggiare, con efficacia di strumenti ed interventi mirati, l’allarmante fenomeno della depauperazione del più grande museo al mondo: l’Italia.

La sede prescelta fu lo storico Palazzetto ideato dall’architetto Filippo Raguzzini, vivace espressione dell’architettura tardo-barocca nella storica e suggestiva Piazza di Sant’Ignazio, assai cara al cuore dei romani ed importante meta del turismo culturale. Oggi si può ben affermare che, nell’immaginario, il reparto è romanticamente identificato dalla pubblica opinione con la sua stessa prestigiosa sede. 

L’Italia fu così la prima Nazione al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nello specifico settore, anticipando peraltro di un anno la raccomandazione della Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), che, da Parigi, indicava agli Stati aderenti l’opportunità di adottare varie misure volte a impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, tra cui la costituzione di servizi a ciò preposti.

Anche a seguito dei rilevanti risultati conseguiti, il 20 settembre 1971 il Comando Generale dell’Arma stabiliva l’elevazione del reparto al rango di Comando di Corpo, retto da Colonnello, con alle dipendenze il preesistente Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.

Quest’ultimo, negli anni successivi, allo scopo di delineare un modello organizzativo più rispondente alle aumentate esigenze di contrasto nel particolare comparto criminale, veniva riconfigurato in Reparto Operativo, articolato nelle Sezioni Archeologia, Antiquariato, Falsificazione ed Arte Contemporanea: Con Decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali del 5 marzo 1992, era formalmente sancita la collocazione del Comando nell’ambito del Dicastero, così come ne venivano formalizzati funzioni e compiti, con la nuova denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico, che sarà mantenuta sino all’emanazione del D.P.R. 6 luglio 2001, n. 307.

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