“Apprendo dalla stampa che l’architetto Francesco Bartone non è più un fuggiasco. È tornato, forse da qualche corso intensivo di lingua latina, e spero pure italiana, ma non senza rasentare il ridicolo con le sue solite ed esilaranti canzonette”.
È al vetriolo la replica del sindaco di Soriano Calabro Vincenzo Bartone che “al direttore e presidente pro tempore della Biblioteca calabrese, ideata e fondata da mio zio (preside Nicola Provenzano) e dal sottoscritto che l’ha portata avanti grazie ai finanziamenti ottenuti durante i due mandati amministrativi”, ribadisce di “preparare le dimissioni, in quanto incapace a dirigere un prestigioso Istituto che non è in grado di tutelare”.
“Le dichiarazioni che l’erudito architetto Bartone rilascia ai giornali – sostiene il primo cittadino – altro non sono che meri tentativi di insabbiare la realtà, che di fatto è solo una:
la Biblioteca calabrese è senza personale e, oltre a rischiare la chiusura, al momento non può garantire la fruibilità dei volumi al pubblico, visto che l’unico soggetto rimasto tra le mure dell’istituto, è l’ex amministratore dimostratosi incapace di gestire la cosa pubblica e, aggiungo, tanto colto da disconoscere anche la più elementare giurisprudenza”.
“Invito il signor Francesco Bartone – aggiunge ancora – a parlare di ‘odio personale’, nel caso lo ritenga opportuno, con persone con le quali intrattiene rapporti o con chi ha acconti di ogni genere, ma non illudendo al sottoscritto, poiché tra me e il soggetto in questione, non vi solo legami di alcun tipo, e di conseguenza nessun sentimento.
Stia sereno, non sono una divinità né un supereroe, ma un medico, sindaco e politico ‘non scolarizzato’ a cui non interessa smorzare la vanagloria del sommo esponente della cultura di ogni tempo.
La invito, pertanto, a rassegnare le dimissioni da presidente e direttore della Biblioteca Calabrese, e ad ostentare – conclude – le qualità che è certo di avere, ovunque, purché fuori dall’Istituto creato e fortemente voluto dalla mia famiglia”.