Solano perde la pazienza col Governo: “Non posso più tollerare che la Provincia di Vibo sia abbandonata”

"Abbiamo ridotto la situazione debitoria a poco più di 10 milioni di euro"

«Tra i principi cardine della mia azione amministrativa vi è quello di porre fine a tutti gli sprechi di danaro pubblico e alle anomalie amministrative ereditate dalle gestioni politiche passate.

Questo fermo proposito, che stiamo perseguendo con la massima trasparenza, potrà però realizzarsi appieno soltanto nel momento in cui il Governo ci metterà nelle condizioni di approvare il bilancio, in maniera tale da poter così intervenire strutturalmente su strade e scuole».
Questo il messaggio che il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ha inteso inviare al Governo gialloverde, in vista di un’apposita Assemblea dei sindaci che intende convocare la prossima settimana.
In particolare, per quanto concerne il settore nevralgico dell’Edilizia scolastica, Solano, mette in luce qual è la sua posizione riguardo all’annosa questione del Liceo scientifico di Vibo Valentia. «A malincuore devo assumere una posizione imposta sia dalle difficoltà economiche dell’Ente e sia dal provvedimento di sfratto, che impone lo sgombero dei locali entro il prossimo 30 di Giugno. Inoltre – continua Solano – non è più accettabile pagare l’affitto senza che vi sia una prospettiva di acquisto dell’immobile. Intendiamo pertanto – come accennato in premessa – essere messi nelle condizioni di porre fine a tutti gli sprechi di denaro pubblico e alle anomalie amministrative ereditate».
Il presidente Solano ribadisce poi che: «La Provincia di Vibo Valentia ha ridotto la propria situazione debitoria a poco più di 10 milioni di euro. In poco tempo siamo stati capaci di recuperare circa 5 milioni di euro. Di più non possiamo fare – ha sottolineato Solano -. Ora tocca al Governo nazionale dialogare con noi costruttivamente, al fine di trovare insieme una soluzione di carattere definitivo, in grado di innescare sul territorio concrete dinamiche amministrative di crescita e di sviluppo. Da presidente della Provincia di Vibo, e soprattutto da cittadino di questa Repubblica – che come sancito dalla Costituzione è una e indivisibile – non posso più tollerare che la nostra realtà territoriale venga lasciata sola a se stessa e, di fatto, penalizzata rispetto ad altre Province».

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