Sinistra e globalizzazione: diversi gli spunti emersi dalla rassegna “What’s left”

Ospite dell'evento il registra Emiliano Barbucci

La rassegna “What’s the left?”, voluta da Demetrio Delfino, presidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, e Gianfranco Cordì, filosofo, nel suo terzo appuntamento si è occupata del tema “La sinistra di fronte alla globalizzazione”.

Il regista Emiliano Barbucci, autore del docufilm “Gramsci ‘44” e ospite dell’evento, ha offerto diversi spunti: “Il populismo attuale che domina la scena mondiale è dovuto a forze che si dicono, esse stesse, anti-globalizzazione. Allora dobbiamo chiederci che cos’è questo fenomeno sociale e politico al quale per esempio sia la sinistra estrema che la destra estrema si oppongono. E la risposta, che costituisce anche la chiave di volta per capire il prossimo impegno della sinistra, è quella di una riflessione nuova sul mondo del lavoro”. E’ intervenuto quindi Gianfranco Cordì il quale ha spiegato: “La globalizzazione, al pari dell’’essere’ aristotelico, si può dire in molti modi. Essa non è solo il capitalismo esteso a tutto il Pianeta ma investe anche le sfere dei comportamenti individuali, delle scelte culturali, del nostro rapporto con la tecnologia. La sinistra ha dalla sua il concetto di sociale che deve declinare in questa nostra società nel senso di una maggiore attenzione al tema della verità. Si deve tornare ad affermare chiaramente cosa è giusto e cosa è sbagliato”. Demetrio Delfino ha aggiunto: “Io mi rifaccio all’insegnamento di Josè Mujica che ha parlato di una ‘globalizzazione della felicità’: La globalizzazione solo economica in atto non tiene conto del fattore umano. E per quanto riguarda la sinistra credo che molte delle politiche che sono state messe in atto per esempio nel nostro Paese siano state delle risposte piuttosto blande al tema delle diseguaglianze nella società globale. Ritengo inoltre che queste risposte siano state molto poco di sinistra perché non hanno fatto altro che incentivare il lavoro precario, l’instabilità e l’insicurezza”. Si è aperto poi il dibattito durante il quale è intervenuta la pittrice Grazia Marrapodi che ha posto l’accento sul fatto che il lavoro è la tematica centrale sia per la sinistra che per la globalizzazione. Questo terzo incontro, di una rassegna che ha raccolto forti consensi di pubblico, ma anche da parte dei mass media, ha rappresentato la possibilità di “allargare” il discorso fatto nei due precedenti incontri e quindi di portare il tema dell’intera rassegna (“Che cos’è la sinistra?”) a incidere direttamente nelle problematiche attuali. Sono così emerse almeno sei linee di pensiero. 1) La sinistra non deve rinunciare al suo patrimonio genetico che le deriva dal passato, ma deve cercare di trovare una risposta ai nuovi problemi della società in atto cercando di parlare linguaggi nuovi. 2) La sinistra non deve rispondere all’invadenza del populismo adottando le stesse strategie, ma deve cercare di rispondere alla sfida lanciata dai sovranisti con un proprio dizionario concettuale adeguato ai tempi. 3) La sinistra deve oggi trovare una sua via in un percorso che è accidentato e caotico all’interno di contraddizioni storiche. Essa vede affermare con sicurezza la presenza di alcuni punti fermi irrinunciabili. 4) Le dinamiche del mondo del lavoro, della presenza dei cittadini migranti, delle disparità e delle deprivazioni economiche devono essere centrali nel panorama concettuale della sinistra. 5) la nascita di una nuova “ideologia” in Rete (Facebook, Instagram, Twitter ecc.) ha sostituito le vecchie ideologie, ma il tentativo plebiscitario di una democrazia diretta in Rete non pare la risposta ai nuovi problemi della socialità. 6) L’argomento dei giovani (che per esempio a Reggio disertano tutti gli incontri culturali e non si fanno carico di alcuna responsabilità sociale) è quello che più tocca la sinistra che si sente per adesso incapace di restituire con essi il senso di un dialogo che pare perduto. L’appuntamento è per il prossimo 10 marzo con l’incontro finale che ha come tema “Cosa vuol dire essere di Sinistra”.

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