“Sinistra e destra”, martedì secondo appuntamento della rassegna “What’s left”

Il dibattito costituirà l’occasione per riflettere su almeno tre ordini di discorso

“Sinistra e destra” è il secondo appuntamento della rassegna “What’s left?” che si terrà presso la sede del circolo “Reggio Sud” di “Articolo Uno”.

Martedì 25 febbraio alle 19 si confronterà, assieme ai curatori della rassegna Demetrio Delfino e Gianfranco Cordì (per la sinistra), l’esponente della Lega (e quindi della destra) Frank Polimeno, ma hanno dato adesione anche ex consiglieri comunali di centrodestra. Il dibattito, che sarà moderato da Maria Spoto, costituirà l’occasione per riflettere su almeno tre ordini di discorso. Il primo punto è quello delle ragioni (storiche, personali o morali) che portano ciascuno di noi a un’appartenenza politica, sia essa di destra sia essa di sinistra. Il secondo tema sarà quello della contrapposizione fra due modi di vedere le cose ( e di risolvere i problemi) che hanno delle ricadute sociali molto alte: quali sono i motivi alla base delle politiche della destra? Quali sono le motivazioni che stanno alla base delle politiche della sinistra? Il terzo e ultimo punto (che è quello più importante) è quello, tematico, di stabilire quella che gli studiosi chiamano una “gradazione assiologica”: cioè una scala di valori che fanno sì che da una singola passione (di parte) si possa sentirsi rappresentanti ora da uno schieramento ora dall’altro. Nell’intreccio tra appartenenza, problematiche attuali e valori “sinistra e destra” scorrono lentamente su un profilo ideologico degli anni 2.0 nel quale molto è mutato rispetto alla situazione novecentesca. Ed hanno a che fare anche con un nuovo elemento: la velocità. Oggi tutto (notizie, fatti, persone, cose, merci, sentimenti) tende a fluire lungo una linea argomentativa che fa sì che il transito ( e quindi la memoria) sia immediato e parcellizzato. Come si confrontano destra e sinistra con la contemporaneità? Quali sono le proposte politiche adatte, per entrambe, a dirimere le questioni di questi tempi “liquidi” (diceva Zygmunt Bauman), veloci e nei quali la tecnologia sembra avere preso il sopravvento su tutte le altre dimensioni umane. Demetrio Delfino, da parte sua, annuncia per la serata di martedì 25 febbraio la possibilità di una discussione equilibrata, moderata e non giocata sul muro contro muro di antiche contrapposizioni o accuse che, alla luce dei tempi che stiamo vivendo, paiono se non superate quantomeno molto sfumate. Gianfranco Cordì, filosofo dell’Università di Catania, invece propone una sua chiave di lettura delle due categorie politiche (sinistra e destra) che si inserisce nel quadro di tradizioni concettuali che hanno radici storiche chiare e distinte. “Pensatori come Nietzsche, Heidegger e Junger, infatti – dice Cordì – sono chiaramente ascrivibili a una tradizione politica di destra. Pensatori come Marx, Gramsci e Lucacks fanno parte a pieno diritto della tradizione della sinistra”. “Se dunque la matrice culturale appare nobile in entrambi i casi – conclude Delfino – c’è da chiedersi alla fine chi, fra destra e sinistra, oggi sa meglio interpretare questo nostro tempo?”

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