Simbario, presunto maltrattamento sulla figlia: assolto

Il fatto non sussiste: è questo il verdetto emesso nel tardo pomeriggio dal Tribunale Penale di Vibo Valentia nei confronti di un 56enne residente a Simbario. Era il 29 ottobre del 2020 quando i Carabinieri della Stazione di Serra San Bruno attivavano la procedura del codice rosso a causa di un presunto caso di maltrattamento in famiglia su una minore del luogo.

Ciò in quanto, il padre della minore – che non condivideva la relazione sentimentale che la figlia intratteneva con un ragazzo del luogo – avrebbe picchiato la minore con una cintura causandole una prognosi certificata presso l’ospedale di Serra San Bruno.

Considerata la gravità del reato previsto da “Codice Rosso”, è stata attivata così la procedura assistita attraverso l’ausilio dell’assistente sociale.

Pertanto, la Procura di Vibo Valentia, a seguito di attività investigativa, ha contestato al padre della minore il reato di abuso dei mezzi di correzione nonché il reato di lesione colpose aggravate dall’aver commesso il fatto contro la discendente e con l’utilizzo di un mezzo illecito ovvero la cintura.

Questa mattina il Pubblico Ministero ha chiesto la penale responsabilità dell’imputato dei reati a lui ascritti ai capi I e II della rubrica con la conseguente condanna.

La difesa dell’imputato rappresentata dall’avvocato Ilario Cosimo Tripodi del Foro di Catanzaro ha chiesto l’assoluzione dal reato di abuso dei mezzi di correzione per difetto dell’elemento oggettivo, nonché la riqualificazione del reato contestato in una fattispecie meno grave, insistendo così nell’improcedibilità del reato di lesioni colpose.

A seguito di una lunga Camera di Consiglio, il Giudice Francesca Loffredo, accogliendo totalmente le richieste formulate dal difensore, ha emesso il dispositivo con il quale ha assolto l’imputato dal reato di abuso dei mezzi di correzione e dichiarato improcedibile il reato di lesioni colpose riqualificato nell’ipotesi di percosse.

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