“Siamo stanchi di amministratori supini davanti all’arrogante truffa di Sorical”

"Per il Comune di Reggio Calabria la somma illegittimamente fatturata è di almeno 14 milioni di euro"

“Il sindaco di Reggio Calabria – prende posizione Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – ha proposto la sospensione, per questo periodo di emergenza sanitaria, del pagamento del debito idropotabile accumulato nei confronti di SoRiCal. Non è tardata la risposta stizzita e, forse, un po’ arrogante, da parte di SoRiCal: ‘I calabresi avranno acqua solo se i Comuni ci pagheranno’.

Prima di Falcomatà, la sospensione era stata chiesta dal capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, anche se, in quel caso, la proposta era che fosse la Regione a corrispondere a SoRiCal quanto dovuto dai comuni. Evidentemente l’onorevole Bevacqua ha dimenticato che il socio privato di Sorical è interamente controllato dalla multinazionale francese Veolia. Ed allora sarebbe il caso di spiegarci perché solo la Regione (socio al 53,50%) dovrebbe farsi carico del pagamento. Ma, in fondo, è sempre stato così: debiti pubblici e profitti privati. Da anni ci occupiamo della “storiaccia” delle tariffe applicate ai Comuni calabresi – rammenta Di Lieto -, una vicenda che ha dell’incredibile. Prima dell’affidamento della gestione degli acquedotti regionali a SoRiCal, la tariffa era determinata come un mero rimborso delle spese sostenute per assicurare il servizio di approvvigionamento idropotabile. Le tariffe applicate ai Comuni calabresi erano tra le più basse d’Italia e non si è mai verificato che ad un Comune venisse ridotta o ‘tagliata’ la fornitura idrica per mancati pagamenti. Dal 1° novembre 2004 la gestione fu affidata a SoRiCal e la tariffa, prevista nella legge “Galli”, doveva, in base alle normative vigenti, essere determinata dallo stato. Invece le tariffe sono state (illegittimamente) decise dalla Regione e per alcuni anni addirittura da SoRiCal. Non solo, anche quando la Corte Costituzionale, nel ritenere inammissibile un ricorso proposto dalla stessa Regione, che rivendicava la competenza a stabilire gli aumenti, ha ribadito la competenza esclusiva dello Stato, non è successo proprio nulla. Un silenzio assordante. Evidentemente i cittadini sono ‘mucche da mungere’. Le tariffe calabresi, determinate in maniera illegittima, sono nettamente superiori a quelle che sarebbero scaturite dalla corretta applicazione delle normative vigenti”. “Vogliamo rammentare al sindaco Falcomatà che per il Comune di Reggio Calabria la somma illegittimamente fatturata è di almeno 14 milioni di euro.  Praticamente 80 euro per ogni abitante, neonati compresi. Per quanto motivo – insiste il rappresentante Codacons – facciamo una proposta al sindaco di Reggio Calabria: pretenda che venga effettuato, nel rispetto delle disposizioni vigenti, il ricalcolo delle tariffe idriche applicate e che la differenza venga restituita ai cittadini di Reggio Calabria. Dimostri, concretamente, di essere al fianco dei suoi cittadini che, ribadiamo, hanno versato a SoRiCal ben 14 milioni di euro. Altro che sospensione, sindaco. Si tratta di una vera e propria truffa, perpetrata nel silenzio generale e  grazie a complicità diffuse”. “Confidiamo che Falcomatà, e tutti gli altri sindaci calabresi, vogliano leggere la sentenza n° 246/2009 della Corte Costituzionale e decidere, finalmente, di tutelare i propri cittadini. Siamo stanchi di amministratori supini dinnanzi all’arroganza di SoRiCal che, addirittura, si permette di minacciare: ‘Avranno acqua solo se i Comuni ci pagheranno’. Senza gesti concreti, a tutela degli utenti, è inutile che continuino a balbettare questi novelli Don Abbondio. In fondo se il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”.

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