Siamo davvero sicuri che sia stata tutta colpa sua?

Quale supporto ha avuto dai rappresentanti della maggioranza, a partire da quelli che gli sono stati più vicini?

E così finalmente ci siamo: il Comitato Tecnico Scientifico ha dato il suo parere al Governo ed alla Commissione Affari Costituzionali. La data della celebrazione di elezioni Regionali, Comunali e del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari non dovrà superare la soglia della fine di settembre. Considerando gli eventuali ballottaggi da svolgersi due settimane più tardi rispetto al primo turno delle Amministrative, la ruota, quindi, si è fermata sul 13 e 14 settembre, come già anticipato dal Meridio cinque giorni fa (qui la notizia). L’ufficializzazione arriverà, molto probabilmente, entro la fine della settimana chiudendo la porta a chi si era fatto propugnatore, e continua tuttora a perorarne la causa, di un anticipo ulteriore a luglio. Da Luca Zaia a Michele Emiliano a Vincenzo De Luca, sono soprattutto i presidenti delle Regioni a non arrendersi.

Sta di fatto che, comunque, il rinnovo dei Consigli comunali, nello specifico, è dietro l’angolo ed anche a Reggio Calabria, sebbene il centrodestra ancora orfano di un candidato a sindaco non sia stato avvertito della circostanza, i cittadini saranno prestissimo chiamati ad esprimersi. Dall’ottobre del 2014 sono state tante le ragioni di critica nei confronti di Giuseppe Falcomatà, in buona parte dei casi sciupate da un’opposizione che, salvo casi solitari, ha preferito stare a guardare con disinteresse al declino della città. Qualcuno dei suoi rappresentanti in Consiglio comunale, a dire il vero, non ha fatto nemmeno quello: si pensi a quegli eletti scomparsi senza alcun pudore e, chissà, magari anche impegnati in queste settimane a riemergere dagli abissi per affrontare una nuova sfida elettorale. Effetti collaterali della democrazia che solleva inutili figuri depositari di un numero di voti inversamente proporzionale alle loro qualità. Lasciando da parte per il momento le mancanze della minoranza e ritornando sull’azione amministrativa del sindaco uscente, la domanda da porsi a fine mandato è una ed una sola: siamo davvero sicuri che tutti gli errori grossolani di cui si è macchiato siano a lui totalmente addebitabili? La risposta, semplice e immediata, è scontata: no. Quale supporto ha avuto dai rappresentanti della maggioranza, a partire da quelli che gli sono stati più vicini? Personaggetti totalmente inventati sul piano politico, dallo spessore umano insussistente e abili solo a pronarsi al volere del capo artefice delle loro provvisorie fortune, non hanno fornito alcun contributo alla città. Tutt’altro, la loro stessa presenza nelle stanze che contano ha rappresentato un danno talmente smisurato da stroncare qualsiasi velleità di ripresa. Catapultati in un mondo che non immaginavano mai potesse appartenere loro, un giorno saranno i primi a non capacitarsi di aver, solo formalmente per carità, guidato Reggio Calabria. Al di fuori di quella ristrettissima cerchia di infidi ipocriti, si è materializzato il secondo cerchio, quello formato da chi avrebbe potuto e dovuto, per sensibilità politica, onestà intellettuale e passione civile incalzare il Primo Cittadino senza soluzione di continuità e su ogni questione interessasse la comunità. Non lo hanno fatto: non un guizzo, non un lampo che abbia illuminato l’opacità di una conduzione di piccolo cabotaggio buona a spacciare dozzinali obiettivi di ordinaria amministrazione come grandi traguardi da regalare all’eternità delle pagine Facebook. Qualcuno di loro, è innegabile, non si è risparmiato, con impegno e generosità ha messo a disposizione esperienza e lealtà, ma proprio perché, in quella compagine di imbelli hanno assunto le sembianze di mosche bianche sarebbero stati nelle condizioni, se lo avessero davvero desiderato, indirizzare la navigazione di Falcomatà verso acque più tranquille. Perché, diciamola tutta, è verissimo che l’ansia accentratrice del sindaco ha rappresentato un ostacolo insormontabile per il buon andamento dell’Amministrazione, ma è altrettanto vero che questa concentrazione di potere nelle mani del vertice ha fatto comodo a tanti. Agli occhi dell’opinione pubblica, si sono scrollati di dosso sacchi pieni di oneri lasciandoli ben volentieri sulle spalle, che abbiamo visto essere troppo gracili, del Primo Cittadino. Egli ha avuto il torto inscusabile di essersi lasciato circondare da soggetti disadatti: una conseguenza diretta delle sue insicurezze che, avvolgendolo nell’abbraccio diabolico dell’amicizia senza competenze, lo ha condotto dritto dritto in braccio a chi, limitandosi ad abbassare la testa, se ne è lavato le mani lasciandolo solo con le sue labili certezze. Peraltro, potendo disporre solo di queste armi spuntate, troppo fiacchi si sono scoperti i tentativi di arginare lo strapotere della apatica burocrazia annidata nei vari uffici comunali ed il risultato non poteva che essere questo: largamente insoddisfacente. Una delusione per chi sei anni fa ci ha creduto e che oggi, pur saldamente piantato nell’alveo ideale del centrosinistra, pensa bene di rivolgere lo sguardo verso quella “strada” abbandonata per troppo tempo dall’Amministrazione Falcomatà ed oggi battuta con impegno e chiarezza da Saverio Pazzano. Un’ultima raccomandazione, nessuno scuota troppo l’albero della presunzione del centrodestra: perseverando nell’attesa poco fiduciosa del candidato a sindaco, infatti, il rischio è che i frutti si manifestino avvelenati dall’opportunismo e corrotti dall’ambiguità.

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