Si ribella all’usuraio e lo fa arrestare dai Carabinieri

LA vittima era stanca delle continue richieste di denaro

Stamattina, a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Palmi, nei confronti di Vincenzo Nasso, 65 anni, ritenuto responsabile del reato di estorsione ed usura aggravata e continuata.


Il provvedimento cautelare trae origine da un’ attività d’indagine, condotta dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile di Gioia Tauro e dalla locale Stazione Carabinieri, sotto la direzione del Procuratore Ottavio Sferlazza e del Sostituto Procuratore Daniele Scarpino, ed avviata a seguito della denuncia presentata da un cittadino di San Ferdinando, nel mese di maggio. Stanco delle continue richieste di denaro, sostengono gli inquirenti da parte di Nasso, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri ed all’Autorità Giudiziaria al fine di interrompere l’azione delittuosa del suo presunto aguzzino.
Di qui l’avvio di un’intensa attività info–investigativa, condotta mediante lo svolgimento di metodi d’indagine tradizionali e di natura tecnica, che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato il quale, approfittando dello stato di bisogno in cui versava la vittima, da tempo disoccupata, quale corrispettivo di un finanziamento in denaro di 4000 euro avvenuto a febbraio in favore della parte offesa, si sarebbe fatto dapprima promettere e successivamente dare degli interessi usurari pari al 25% della somma concessa a titolo di prestito (su base mensile) nonché la consegna di assegni in bianco.
In seguito Nasso, al fine di ottenere la corresponsione della somma e dei relativi interessi usurari, con continue e crescenti minacce, avrebbe finito per richiedere alla vittima la documentazione attestante la proprietà di un immobile appartenente alla famiglia della parte offesa e la cessione delle chiavi di una sala giochi gestita dalla vittima, evento, però, che è stato monitorato in diretta, con riprese audio e video, dai militari dell’Arma, consentendo di cristallizzare a carico dell’indagato un grave quadro indiziario.
L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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