Sfacciati e sprovveduti: venghino signori venghino alla Fiera dei candidati a sindaco di Reggio

Tornerà il tempo della serietà, tornerà il tempo del rispetto nei confronti del Bene Comune

Quanta nostalgia del bel tempo che fu, nemmeno troppo distante, quando l’ironia poteva essere spedita, in una busta chiusa con la ceralacca di una incredula rassegnazione, all’indirizzo dei soldatini appartenenti all’esercito esilarante degli innumerevoli candidati al Consiglio comunale di Reggio Calabria.

Personaggi improbabili, incapaci di distinguere non la destra dalla sinistra, ma la cabina elettorale dalla cabina della spiaggia: tutti a vagheggiare un angolino in Municipio. Come una sagra strapaesana, la “Fiera dello Scemo del villaggio”, in cui qualcuno di essi, nella riffa elettorale riusciva addirittura ad indovinare, in un modo o nell’altro, i numeri giusti, ed a vincere la lotteria di uno scranno in Aula. Effetti drammaticamente collaterali della democrazia che, in seguito alla degenerazione disgraziata dei profeti di sventura dell'”uno val uno”, ha portato ad un decadimento tale da convincere tanti signor nessuno, senza qualità, con tante infamie e poche lodi, a potersi direttamente proiettare sul punto più alto della montagna. In fondo, perché limitarsi ad un misero posticino nella massima Assemblea elettiva cittadina quando nulla impedisce il quarto d’ora di visibilità sognando di indossare la fascia tricolore da sindaco? In queste ore stanno fioccando le candidature a Primo Cittadino, una farsa che genera conseguenze inimmaginabili sulla già fragilissima credibilità della Politica prossima a stramazzare al suolo da qui al 31 maggio, data (non ancora ufficializzata) in cui i reggini saranno chiamati alle urne. Non per autocitarci, ma per amore di verità, lo avevamo anticipato tanto e tanto tempo fa: uno dei danni maggiori che avrebbe creato sul medio periodo la cattiva, cattivissima, qualità media, di Falcomatà e compagnia, avrebbe convinto anche i più sprovveduti, ma con l’ego tipico dei superbi, che tutti, davvero tutti, potessero, mettersi al timone di Palazzo San Giorgio. Sfortunatamente per il presente ed il futuro di Reggio Calabria, ma il ragionamento vale per qualsiasi altra località, grande o piccola che sia, l’amministrazione di una comunità rappresenta l’esercizio, e l’arte, più nobile in capo ad un essere umano senziente e capace: non sarà certo questa dannata parentesi storica a sovvertire la Verità. Anche se ci troviamo nel bel mezzo di una tempesta perfetta che coinvolge anche il piano nazionale ed internazionale, con uno studente universitario al ministero degli Esteri ed un esagitato alla Casa Bianca, tornerà il tempo della serietà, tornerà il tempo del rispetto nei confronti del Bene Comune e sarà allora che incapaci, presuntuosi e fessi si rintaneranno nuovamente nei covi saturi di stupidità da cui provengono.

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