“Serreinfestival”. L’emigrazione e la speranza di riscatto: Gangemi ricorda quando erano gli italiani a partire

Un riconoscimento lavorato dal maestro orafo Nicola Macrì è stato consegnato nel corso della quarta giornata di “Serreinfestival” allo scrittore e giornalista Mimmo Gangemi.

La premiazione è stata preceduta da un dibattito moderato da Pasquale Motta, incentrato sulla valenza del volume “La signora di Ellis Island”. Il già deputato Bruno Censore ha in premessa ribadito che “il festival mira a valorizzare le eccellenze locali” specificando che l’obiettivo è “trasmettere un messaggio positivo della Calabria che deve diventare un attrattore culturale”.
“Sono le storie che ho dentro – ha poi spiegato l’autore – che spingono per uscire. Tutto è infatti partito dal ritrovamento di un diario in un comò della casa di mio nonno che io, come ingegnere, dovevo abbattere. Ho potuto raccontare così cosa avveniva nei piroscafi, in cui i migranti erano ammassati in stive di terza classe”.
Sullo stesso tema ha insistito il sindaco di Nardodipace Antonio Demasi che ha sostenuto che “Gangemi ci ha offerto uno schermo più grande per guardare all’emigrazione, facendoci rivivere un viaggio lungo un secolo ed approfondire questo ascensore sociale che è l’America”.
Riflessivo il direttore artistico del festival Armando Vitale: “il romanzo, che è lungo e complesso – ha rilevato – squaderna un argomento importante. Disegna un affresco sociale, un mito e traduce un tentativo di scavare nell’antropologia e di interpretare il mondo nelle sue articolazioni”.
La serata ha dunque offerto un modo diverso di “leggere” il fenomeno dell’emigrazione: la prospettiva cambia radicalmente quando si pensa che nei decenni passati le generazioni di italiani che ci hanno preceduto erano costrette a partire per poter ritagliare una speranza di riscatto ai loro figli.

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