Pubblichiamo di seguito, la lettera che l’associazione di imprenditori “SII — Serre Impresa e Innovazione” ha inviato al presidente della Provincia di Vibo Valentia Corrado L’Andolina per chiedere la realizzazione degli interventi necessari per assicurare una rete stradale sicura ed in grado di garantire spostamenti veloci:
Egregio Presidente,
da oltre due mesi la SP53 è chiusa.
Se non lo avesse appreso prima, lo avrà certamente saputo in occasione della cerimonia di apertura del famoso “Valico dello Scornari”, un “Valico” verso il nulla, o meglio diremmo verso il disastro, causato sì dal maltempo, ma aggravato colpevolmente dall’incuria e dall’indifferenza cronica, che per mesi è stata perpetrata verso un territorio, quello interno delle Serre, da tempo a Lei oramai sconosciuto.
Ciò che da più parti Le viene oramai quotidianamente segnalato non è un disagio passeggero, ma è un’aggressione ai diritti fondamentali dei cittadini delle Serre.
Sanità, lavoro, servizi ed economia non sono privilegi da concedere a piacimento, ma diritti che Lei, Istituzione, ha il dovere di garantire. La palese indifferenza finora dimostrata è vergognosa, insopportabile e va immediatamente interrotta.
I paesi interessati: Nardodipace, Fabrizia, Mongiana, Serra San Bruno, Spadola, Brognaturo, Simbario, Vallelonga, San Nicola da Crissa e tutto quello che è il territorio delle Serre con il suo circondario, non sono “di serie B”.
Le imprese e gli operatori economici in genere subiscono quotidianamente danni ingenti. Gli autotrasportatori sono costretti a fare giri infiniti per raggiungere le nostre aziende. Il caso del Gruppo Fabriella parla chiaro. I cittadini tutti, ma in particolare gli ammalati e gli anziani, sono esposti nei loro spostamenti a rischi inaccettabili.
La chiusura della SP53 ha tagliato fuori l’intero territorio, senza alcun preavviso né confronto.
Egregio Presidente, per completezza di informazione ci teniamo ad informarLa, ove mai Le fosse sfuggito, che la SP53, fatto ancor più grave, si aggiunge a una lunga lista di dissesti della rete viaria verso l’interno, ed in particolare verso le Serre, ad oggi mai affrontati, o quando lo fossero stati, i risultati sono stati scarsi. Ci riferiamo a: ex SS110 (chiusa dal 2018), SS182 non percorribile per autoarticolati a Sorianello, SP9 impraticabile ai mezzi pesanti, SP54 in totale abbandono.
Vede Egregio Presidente, la difficoltà di accesso al territorio delle Serre colpisce, soprattutto in questo periodo dell’anno, tutti i settori economici, ed in particolare quello turistico-ricettivo, non risparmiando in generale chi usa i mezzi pubblici, generando problemi concreti e diffusi di carattere economico e sociale.
Solo per aiutarla in una riflessione approfondita, se dovesse averne bisogno, di seguito Le vogliamo elencare alcuni, di quelli che consideriamo gravi disagi che derivano dallo stato della rete viaria e ci consenta di dirlo, per come oggi la percepiamo, da questa Sua indifferenza istituzionale:
• Crollo delle presenze turistiche stagionali e fuori stagione, con perdita di fatturato per alberghi, B&B, ristoranti, agriturismi, guide e operatori locali;
• Impossibilità per eventi, sagre e manifestazioni di richiamare pubblico, con conseguente annullamento di iniziative culturali e perdita di visibilità del territorio;
• Difficoltà di accesso ai siti naturalistici, religiosi e culturali (es. itinerari delle Serre, sentieri, luoghi storici), con degrado e rischio di abbandono;
• Riduzione degli investimenti e del turismo rurale/esperienziale: potenziali visitatori evitano itinerari con collegamenti inadeguati;
• Impossibilità per servizi di trasporto pubblico e navette turistiche di operare regolarmente, isolando chi non dispone di mezzi propri;
• Maggiore rischio per la sicurezza dei turisti e dei residenti a causa di strade dissestate, mancanza di segnaletica adeguata e percorsi alternativi non sicuri;
• Difficoltà di accesso ai servizi sanitari e socioassistenziali per visitatori e residenti: ambulanze rallentate, trasferimenti complicati, rinvii di cure;
• Aumento dei costi per i fruitori dei servizi (trasferimenti più lunghi, tariffe maggiorate, maggior consumo carburante) che scoraggiano la fruizione turistica;
• Perdita di posti di lavoro stagionali e permanenti nel settore turistico e nei servizi connessi (ristorazione, artigianato, commercio);
• Danno all’immagine del territorio: recensioni negative, minor passaparola e calo della reputazione turistica della zona;
• Impatto negativo sulla sostenibilità ambientale: itinerari più lunghi e carichi su percorsi non idonei aumentano emissioni e consumo di suolo.
È ora di finirla con le promesse, le scuse, i continui rinvii e gli scaricabarili sulle responsabilità. Noi in questa terra ci abbiamo creduto e ci abbiamo investito i nostri anni, i nostri soldi ed ogni risorsa disponibile.
Questo modo di fare dell’Ente da Lei presieduto, è inaccettabile e bene ha fatto il Sindaco di Serra a non partecipare, manifestando il proprio dissenso, alla cerimonia di apertura tenutasi qualche giorno fa del “Valico”.
Cogliamo qui l’occasione per invitare tutti i Sindaci del territorio a fare rete e sinergia tra loro e con le imprese, gli operatori economici e i cittadini tutti. L’invito che vogliamo fare a tutti è di non agire individualmente ma di unirsi nel sostenere un grido, l’ennesimo di un territorio ancora una volta maltrattato e bistrattato.
Vede Egregio Presidente della Provincia di Vibo Valentia, è proprio qui, in questi momenti, che nasce e trova fondamento il dubbio sul senso di far parte e soprattutto sul “sentirsi” parte della Provincia di Vibo. Questo agire non aiuta a levare alcun dubbio.
Chiediamo e pretendiamo, da Lei Presidente e dall’Ente da Lei presieduto:
• la riapertura immediata della SP53, anche tramite interventi provvisori di messa in sicurezza che permettano il transito da oggi;
• l’avvio immediato di un piano straordinario di manutenzione e interventi strutturali su SP53, ex SS110, SS182, SP9, SP54, con cronoprogramma preciso e scadenze verificabili;
• la convocazione entro breve tempo di un tavolo istituzionale con Sindaci, associazioni di categoria, imprese, operatori turistici e autotrasportatori, per concordare tempi, risorse e responsabilità;
Se non riceveremo risposte concrete e misure operative immediate, useremo tutti gli strumenti pubblici e legittimi per denunciare questa vergogna e mobilitare il territorio.
Non accetteremo altri rinvii: ogni ora che passa è danno concreto per famiglie, imprese e per la vocazione turistica delle Serre.
In attesa di riscontro urgente, Le porgiamo i Nostri dovuti saluti istituzionali.
Associazione Imprenditori
“SII — Serre Impresa e Innovazione”