Serra, Zingaretti ed il Pd provano a costruire un’alternativa: “Mai più divisi, la democrazia è in pericolo”

Costruire un’alternativa da dove si è minoranza a tutti i livelli (comunale, provinciale, regionale, nazionale), dando una scossa e dimostrando di avere le energie giuste per ripartire. Il Pd si raduna a Serra San Bruno (presenti amministratori locali ed esponenti di partito delle diverse aree territoriali calabresi) e prova a rialzare la testa analizzando gli errori del passato e correggendo la rotta. Nel mirino la destra “ingiusta”, buona a “fare propaganda”, ma “non a trovare soluzioni”. Questo, in sintesi, il solco tracciato dal segretario di circolo Biagio Damiani, seguito dal capogruppo in Consiglio comunale Antonio Procopio che, partendo da considerazioni critiche (“troppi litigi, poche prese di posizione su giustizia e questione meridionale”), si è spostato sulla pressante opportunità di recuperare le antiche virtù tornando a quello che era “un partito plurale, inclusivo, che ascolta la base”. Soprattutto capace di opporsi ad “un centrodestra che spaccherà l’Italia con un’autonomia differenziata che non finanzia i Lep”. Sui disagi del Mezzogiorno “amplificati dalla destra” si è soffermata l’ex vicesindaco Valeria Giancotti, che ha anche approfondito i delicati temi dell’emigrazione giovanile e della violenza sulle donne. Il tiro è stato ulteriormente alzato dal già consigliere regionale Luigi Tassone che, operata una breve premessa sulla necessità di “incontrare le persone riappropriandosi del dialogo a tu per tu”, è passato all’attacco di “un Governo populista che parla alla pancia della gente, ma che fa male agli italiani” attraverso “promesse non rispettate” e “occasioni sciupate” su pensioni, Pnrr e accise. “L’autonomia differenziata – ha sentenziato Tassone – è una iattura, la nuova impostazione con una Zes unica non rispecchia le esigenze dei territori. Occhiuto è troppo impegnato in dirette Facebook ed ha elaborato una pessima rete di riorganizzazione della Sanità. Noi non chiediamo assistenzialismo, ma vogliamo un’attenzione reale. E il Pd deve essere il fulcro di una coalizione che si contrappone a questa destra”.

Recuperato lo spirito combattivo, l’ex segretario nazionale Nicola Zingaretti ha offerto la sua riflessione a 360 gradi toccando argomenti amministrativi, strategie politiche e visioni della società. “L’alternanza – ha affermato – si può costruire solo partendo dalla vita dei cittadini. La situazione è drammatica perché crescono le disuguaglianze, gli italiani hanno paura del futuro, c’è assenza di un ordine globale, cose che accadono lontano da noi condizionano la nostra esistenza. È stata colpita la speranza di stare meglio e la destra populista strumentalizza il malessere e cavalca i problemi”. In sostanza, “la destra racconta i problemi, ma non presenta soluzioni” e si è potuta giovare degli sbandamenti di un Pd che “ha confuso il senso di responsabilità con il trasformismo”. Tutto questo in un contesto in cui “la dimensione pubblica è debole” perché “troppi diritti sono rimasti solo sulla carta”. L’assunto è che “la politica della destra è insostenibile: la legge di bilancio è una vergogna sociale, l’autonomia differenziata è la secessione dei ricchi”. Quanto al futuro, le idee sembrano chiare: “non bisogna fare le alleanze a tutti i costi, ma bisogna provarci a tutti i costi. Mai più divisi alle elezioni politiche, mai più una minoranza di elettori deve mettere in pericolo la democrazia italiana. Una democrazia – ha concluso – non può vivere a lungo con alti tassi di esclusione e disuguaglianze sociali”.

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